19 Maggio 2008

Da Estella a Najera

Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |

16 Maggio   Estella - Los Arcos

ancora buio quando esco in strada per incamminarmi lungo la via che mi porta oggi a Los Arcos. Esco attrversando la zona vecchia di Estella e salgo al Monastero de Irache, sono le 6.50 e mi fermo alla Fuente del Viño, brindo con un dito di vino rosso che sgorga da un rubinetto, gentilmente offerto ai pellegrini che passano da una cantina locale. La mattina e’ fredda e forse un dito in più di vino non può altro che far bene.

Lascio il Monastero e mi incammino su un percorso che oggi, oltre ai panorami, mi offrirà poche possibilità di sosta, reincontro Felipe il brasiliano: gli hanno ritrovato lo zaino ed è contento, lo saluto e fino a metà tappa non ritrovo nessun altro che ho conosciuto nei giorni scorsi.

In un punto deserto trovo un camper, sulla porta c’e’ John un inglese che mi porge una pinta di caffe’ chiede solo come ti chiami e da dove vieni, fa da supporto ai pellegrini anche come infermiere non chiede nulla ma quando metto qualche moneta nella cassettina del ‘donativo’ mi ringrazia, siamo in tanti a ringraziare lui , un angelo nel cammino.

Dopo quasi 6 ore arrivo a los Arcos e ritrovo Peter: un austriaco con la passione per la cerveza, devo stare attento di solito si ferma dopo la quarta birra, approfitto del fatto che apre una tienda de alimentacion, lo saluto e vado a comprarmi qualcosa per la tappa di domani, sarà dura: la prima oltre i trenta kilometri.

Notte dura, dos roncadores (russatori)  decidono di demolire una parete del rifugio, non riesco assolutamente a chiudere occhio,  vedo tutte le ore e decido di alzarmi e andarmene: sono le 5 e sono qui a farmi lo zaino.

17 maggio   Los Arcos - Logroño

Come ieri, peggio di ieri, perché sono in strada all’alba solo che non ho dormito niente, dicono che anche questo è spirito del Cammino, sarà, ma si potrebbe farne a meno.

Le gambe ingranano molto lentamente su un sentiero molto migliorato rispetto ai giorni scorsi ma con dei saliscendi spezzagambe incredibili, sono con Toni il tedesco che incontro, perdo, reincontro e che ieri ha aperto e buttato gli scarponi, oggi cammina con le scarpe da tennis ma soffre a causa dei sassi.

Dopo aver attraversato un zona letteralmente deserta dove l’unico fabbricato è l’Ermita della Virgen del Poyo giungiamo a Viana, una cittadina bellissima famosa per l’uccisione di Cesare Borgia, tanto amato dal popolo che è seppellito  all’ingresso della chiesa in modo che ogni giorno tutti possano calpestarlo.

Trovo Felipe, Angel e Anna da Codroipo, mi fermo per una tapas e un vaso de viño tinto: è mezzogiorno ci sta, è anche il compleanno di Giacomo, virtualmente sto festeggiando con lui i suoi 20 anni e i primi 20 km di oggi.  Riparto, gli ultimi dieci kilometri passano in lampo, per fortuna perché la periferia di Logroño è veramente grande e triste. L’albergue è quasi pieno e sono al terzo piano, è la salita più dura della giornata. Dopo la normale amministrazione esco in cerca di un internet point, non lo trovo e non trovo neppure la plaza de toros, c’è su tutte le piantine ma trovo solo un condominio rotondo nuovo di palla. Torno verso il centro e mi fermo per un caffé, dopo giorni di porcheria ho scoperto che se ordino un “cortado” mi portano una cosa che gli assomiglia. Hay tapa tambien ma non mi lascio tentare tra un po’ si va a cena.

18 maggio   Logroño - Najera

Esco presto, tappi o non tappi la musica é sempre la stessa.

La strada di ieri in ingresso è uguale a quella in uscita, sono le sei di mattina e c’è pieno di gente ancora in giro, persone normali, non animali notturni e tutti ti salutano, fa un effetto strano: penso ai giorni di Verona prima di partire e mi sembra proprio un altro mondo.

Passo dalla Granja: una grande zona paludosa, aironi, cicogne e altri volatili stanno salutando il nuovo giorno che sembra promettere bene, passo il paese di Navarrete dove riesco a fare uno spuntino, sono già passate tre ore, il tempo cambia e mi sa che…..

Subito dopo Ventosa (un nome, un programma) inizia a piovere pochino… poco… forte… diluvio! Dopo quasi tre ore di acqua alla periferia di Najera riesco a fermarmi per la prima volta al coperto, ho fatto 12 km sulla caretera nacional perche i campi erano impraticabili, sono fradicio, mi cambio quasi completamente, fa freddo e non accenna a smettere. L’arrivo all’albergue è traumatico, apre solo dopo 2 ore, aspetto sulla panchina fortuna che ha smesso di piovere.Mi consolo un po la sera, trovo una buona cena e alcuni famosi roncadores, ormai identificati ed additati al pubblico ludibrio sul cammino, li vedo proseguire verso il paese seguente, questo albergue ha ormai riempito tutti gli spazi, la gente dorme anche per terra.Alle 21.30 con l’albergue sta per chiudere ed entra un ragazzo francese della martinica, si presenta all’ospitalera con una rosa , la convince a farlo dormire in cucina, quando estrae la credenziale c’è un momento di incredulità: è lunga tre metri, avrà 200 timbri, si scatena un applauso dei presenti, l’ospitalera la fa il giro dell’ostello; è partito il 5 gennaio da Le Puy en Velé, è andato a finisterre e adesso torna a casa. Tosto anche per il fatto che è arrivato in maniche corte.

Ciao a Tutti

Un Commento...

robi Says:

21 Maggio 2008 at 7:26 pm.

Come sempre le tue foto ci danno il senso di quello che stai facendo!
Vedo che hai trovato dei camperisti con cui condividere il tuo pellegrinaggio!
Ciao e buona camminata!
Robi, Chiara, Ely & Francy