23 Giugno 2008

Da Carrion a Hospital de Orbigo

Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |

26 Maggio   Carrion de los Condes - Terradillos de los Templarios

Ore 5.30, sveglia ,luci spente,frusci di zaini, zip, sacchetti, solo alcuni “turisti” tedeschi sono ancora a letto, predicano qualcosa, Sonja mi dice di stare zitto che si stanno lamentando, li mando a quel paese in dialetto stretto, uno spagnolo si mette a ridere , loro smettono di rompere. Usciamo dal paese e ben presto il nulla della meseta ci avvolge, in 17 kilometri solo il piccolo eremitaggio di Benevivere, solo campi campi e campi, ben presto ognuno prende il proprio passo i propri pensieri. Sei solo, guardi avanti indietro di lato, solo la punta delle scarpe e il rumore dei bastoncini per compagnia. L’arrivo a Calzadilla è un sollievo psicologico più che fisico, un caffè una sistemata allo zaino, la borraccia piena, il solito rituale ma mai come oggi fatto con soddisfazione, uno dei tratti più temuti è passato, nei dieci kilometeri verso Terradillos il gruppo si ricompatta e si divide nuovamente, vesciche e dolori dettano il ritmo. Dicono che in questo paese hanno trovato durante degli scavi i corpi di 200 cavalieri templari, e che la notte di San Juan si sentono i cavalli correre per il paese, quello che sento io però è la grandine che sta bagnando tutto il mio bucato quasi asciutto. Dovrò aspettare più di tre ore per avere qualcosa di asciutto da mettermi dopo aver fatto la doccia.

27 Maggio   Terradillos de los Templarios - el Burgo Ranero

Dopo la bufera notturna fa freddo questa mattina. Dopo 300 metri devo togliermi le scarpe, sembrano di legno, cammino con i sandali, speriamo bene , 32 kilometri e non li ho mai portati per camminare veramente. Se trovo fango è una tragedia ma i piedi mi ringraziano subito, il tracciato corre parallelo alla strada e più in là l’autostrada, sulla prima non c’è nessuno la seconda non si sente. Sahagun è abbastanza grande da offrirci una sosta in pasticceria, ma il percorso taglia fuori il centro e subito l’andamento riprende il discorso lasciato il giorno prima. Bercianos va ricordato per la presenza abbondante e costante di escrementi di pecora sul cammino, di tre cani sporchi da far paura e di un signore napoletano qui residente. Gli ultimi 8 kilometri sono un tedio, il sentiero è piantumato con piccoli platani, 1 ogni 10 metri,100 a kilometro, conto finale 700 platani alti tre metri con 20 foglie ciascuno, sconfortante. Arrivo al Burgo Ranero sfatto, i sandali mi hanno dato conforto ma posso finalmente festeggiare le prime due vesciche. Troviamo posto da un affittacamere, 10 euro e acqua calda che va e che viene , brutale! e letti della casetta dei 7 nani, testa contro il muro e piedi a penzoloni. La cena è da ricordare solo per la cameriera unta e i cori irlandesi dopo un giro di Osborne.

28 Maggio   el Burgo Ranero - Leon

Leon, città dalle mille sorprese. Oggi è il compleanno di AnnaMaria. Lei non lo sa, ma ad aspettarla in città c’è sua mamma e sua sorella, è una sorpresa. Noi non lo sappiamo ma in città ad aspettarci c’è un albergo a tre stelle prenotato e offerto da AnnaMaria e “Isabel” , è una sorpresa. Leon è veramente una bella città , un dedalo di vicoli, giro attorno alla Cattedrale e non riesco a vederla sembra uno scherzo ma è così. Quando AnnaMaria si ritrova davanti mamma e sorella ci guarda quasi inebetiti, io e Elisabetta sapevamo ma dovevamo far finta di niente, quando gli altri vedono l’albergo sono stupiti , io e AnnaMaria sapevamo ma dovevo star zitto, sono un gran palchista. Grande sorpresa, grande gioa, grande albergo. Dopo giorni con bagni e docce precari ed improbabili un vero bagno non avete idea che pace interiore è in grado di regalare. E la sera la festa continua, ristorantino incredibile cena magnifica gran torta offerta anche ad un gruppo di italiani che stavano facendo un giro ai quali non pareva vero di poter far domande sul cammino a dei veri pellegrini, anche se il contesto… non è proprio da pellegrinaggio. Veramente questa notte è una BuonaNotte. Anche se Felipe questa notte dorme in stanza con me, lui dorme.

29 Maggio   Leon - Hospital de Orbigo

Dura la realtà del camminante, ci risvegliamo da un sogno ma lo abbandoniamo presto, alle 6 siamo già in strada, ieri è stata una giornata speciale, oggi torniamo alla realta fatta di freddo pioggerellina fango asfalto kilometri, la festa è finita. La prima dozzina di kilometri sono lungo la caretera nacional 120, è da 300 kilometri che ci accompagna, fino a ieri quasi deserta oggi un traffico incredibile. Piove asfalto traffico acqua asfalto camion, i kilometri sono tristi, i puebli sono tristi, troviamo un bar triste verso Villadangos, cessi sporchi e caffè da schifo, bisogna accontentarsi. Adesso fa caldo, ultimi 3 kilometri verso Ponte de Orbigo insopportabili,non ci siamo abituati, fortuna che la meseta è quasi finita. Paese carino , ponte magnifico e albergue privato cosi così, riprende a piovere riprende il freddo, piove tutto il pomeriggio, provo internet ma non riesco neppure a leggere la posta 1 euro buttato, i telefoni pubblici non funzionano con le tessere prepagate, in compenso ci sono tre bancomat, incredibile Spagna. Questa forse è l’ultima sera del gruppo, è un po nell’aria nessuno ne parla, ma i tempi di arrivo sono diversi e domani forse vedremo.

Continua

Un Commento...

sonjadiesel Says:

24 Giugno 2008 at 10:33 pm.

Finalmente Paolone!
Sono così contenta di rivivere le tappe x mezzo delle tue descrizioni!
Ma dai che a Burgo Ranero non era così male! E’ solo colpa tua se superi di cm. 20 la media degli spagnoli in altezza!!! i letti sono fatti a loro misura (hi hi hi)
Bacioni

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