26 Giugno 2008

Da Arzua a Santiago de Compostela

Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |

7 Giugno   Arzua - Monte di Gozo

E’ l’ultimo giorno di vero cammino, se non ci sono intoppi questa sera siamo a Santiago. 35 kilometri, il cielo e limpido , farà caldo. il sole illumina le cime degli eucalipti che siamo già in aperta campagna, il silenzio è totale. Parliamo poco, c’è un pò di malinconia , il pensiero và ai giorni trascorsi, alla fatica, ai dolori, ai luoghi, alle risate, al vino tinto, al cafè con leche, alla pioggia, alle tortillas, al fango, agli amici, alle persone viste una sola volta, alle salite, alle chiese chiuse, alle telefonate a casa, tutto torna in mente e i pensieri si accavallano e corrono più veloci dei nostri passi, Attraversiamo paesi e contrade senza sentirli, dopo 5 kilometri colazione dopo 11 cocacola, dovremmo fermarci al 20 circa per mangiare qualcosa, ma immersi nei nostri pensieri e con le indicazioni che per la prima volta saltano un centro abitato ci ritroviamo su una salita assolata e polverosa. Fame e sete ci prende al culmine della salita, ci sediamo fuori dal sentiero con vista su magnifici scavi da urbanizzazione che devastano la collina sopra Lavacolla. Troviamo qualcosa con cui cibarci persa nelle tasche dello zaino, mi tolgo le scarpe e prima di ripartire le lascio su una colonnina del sentiero, sono rotte e con le suole lisce ma hanno fatto un lavoro eccezzzzionale, le lascio come si lascia un caro amico. A Lavacolla sfiniti ci depositiamo sulle sedie di un bar, ci mettiamo 15 minuti prima di entrare ed ordinare qualcosa con cui cibarci. L’arrivo a Monte di Gozo nel primo pomeriggio è una liberazione, a Santiago andiamo domani mattina, puliti e riposati.

8 giugno   Monte di Gozo - Santiago

Ci alziamo con tutta la calma possibile, si va SOLO a Santiago oggi! Il coronamento di un sogno. Scendiamo senza  lo zaino, sembra di volare, guardiamo gli altri pellegrini alla moviola, in meno di un ora ci ritroviamo in fronte alla cattedrale, sembra la cosa più bella mai vista, sono felice e triste, contrasti e confusione. Andiamo all’Accoglienza del Pellegrino, coda ma dopo un pò ho in mano la mia Compostela, non la mollo più fino all’arrivo a Verona. Torniamo in piazza e riesco a farmi vedere sulla webcam in internet, da casa mi dicono che sono alto solo tre millimetri, ma vengo identificato. Siamo in cattedrale un’ora prima dell’inizio della messa, alle dodici è un muro di gente. Cerimonia suggestiva con saluto a tutti i pellegrini presenti e rito del Botafumeiro, incredibile. Nel pomeriggio tentiamo la sorte all’aeroporto in cerca di un volo per Sonja, a parte un tentativo di estorsione (1100 euro per un Compostela Venezia) non otteniamo altro, ritenteremo domani all’ufficio del pellegrino, speriamo con miglior fortuna. Facciamo un pò di shopping del pellegrino e poi appuntamento in piazza con i compagni di viaggio, il Mario,Luigi e …,Manuel, Dino e Jasmina, e poi stanno arrivando AnnaMaria Anchel e Felipe. E’ una festa, poi tutti a mangiare assieme, siamo in 18 non ricordo tutti i nomi, ma siamo in tanti. Gran Serata, alle 22.30 scappiamo a prendere l’ultimo autobus per Monte di Gozo, non ho proprio voglia di fare questi ultimi 5 kilometri a piedi.

9 Giugno   Finisterre

Giornata da Turistas, oggi tocca a noi. Manuel l’ospitalero ci trova posto su un pulmino che ci accompagna a Finisterre, avrei voluto aver il tempo di andarci a piedi ma i giorni sono terminati, domani si rientra a casa. Alle 9 in punto partiamo e in poco più di un ora siamo in vista di Finisterre, il viaggio ci viene allietato dall’autista ex giornalista anarco-insurezzionalista-ecologista-indipendentista, che ci racconta tutti i misfatti di Galiza degli ultimi trentanni, exxon-valdes compresa. Ci fermiamo in una spiaggetta ed abbiamo la soddisfazione di immergere i piedi direttamente nella mitica corrente del golfo atlantica, ci mettiamo anche a raccogliere le conchiglie come i bambini il primo giorno al mare. Arriviamo al faro e scendiamo verso la punta estrema dell’Europa, come da rituale bruciamo qualcosa, il mio marsupio, le calze di Sonja. Un tedesco non trova di meglio che togliersi le sue e bruciarle, non aveva pensato di portarsene un paio di vecchie. L’immagine che abbiamo davanti agli occhi e di una vastità impressionante, solo blu del mare che si confonde con l’azzurro del cielo e silenzio. Immagino lo stupore di quei pellegrini che nel medioevo dopo mesi di fatiche e sacrifici avevano la buona sorte di giungere fin qui. Troviamo anche il tempo di farci uno spuntino, sardine e calamari fritti, mitici. Nel pomeriggio rientriamo e ci rivolgiamo all’ufficio del pellegrino per il rientro di Sonja, lo stesso volo del giorno prima - tentativo di estorsione - ci viene offerto a 280 euro, meno  di un quarto, pazzesco, neppure l’impiegata si spiega questa differenza, la risposta non ci sarà mai data. Ultimi acquisti, sperando di non dimenticare nessuno visto che anche i soldi sono finiti. Torniamo al Monte di Gozo, ultima notte in terra di Spagna.

10 Giugno il rientro

Sonja parte molto presto, la saluto che sono ancora più di là che di quà. Alle 8.30 sono già fuori dall’albergue e mi dirigo alla fermata del bus per l’aeroporto. Arrivo abbastanza in anticipo e trovo Felipe che è venuto a cambiare il biglietto di rientro, anticipa anche lui di qualche giorno, prendiamo l’ultimo cortado insieme, un grosso abbraccio prima di vederlo andare per l’ultima volta, ci scriveremo ce lo siamo promessi. E’ stato il primo incontro a Roncisvalle, l’ultimo a Santiago. Ciao Felipe.

Prendo i miei aerei, passo le mie ore tra un sala d’aspetto e l’altra, parto da Londra con un pò di ritardo. Arrivo a Bergamo e trovo Paola e sua sorella Ale che mi aspettano, con un cartello di bentornato, sono due fuori di testa, ma sono felice che ci siano. Mezzanotte meno due minuti e sono a casa, la trovo invasa da palloncini figli e amici in festa. Non me lo aspettavo, le due agate non si sono tradite durante il viaggio.

Devo ringraziare la mia famiglia che mi ha dato la possibilità di coronare un sogno a lungo cullato, Robi e la Chiara per aver sostenuto me e mia moglie in questo periodo, tutte le persone che ho incontrato nel percorso in particolar modo Sonja Annamaria Elisabetta Felipe Francisco , un saluto a Toni di Amburgo, Peter di Kufstein, Dino e Jasmina di Torino, Mario Luigi Gianni e … di Belluno, Totorre e suoi amici di Nuoro. Un grazie a Federico per avermi permesso di avere il tempo di fare e a Gianfranco che ha fatto anche per me.

A tutti un augurio per la vita : Buen Camino!

Un Commento...

robi Says:

30 Giugno 2008 at 5:59 pm.

Le ultimo 10 righe ci hanno emozionato e resi orgogliosi!
Abbiamo fatto un confronto fra le ultime foto e le prime: complimenti per il “fisicaccio”!
Bellissimo il racconto! e a questo punto….porta anche noi!
Robi & Fapasso

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.