26 Giugno 2009
Da Arzua a Santiago de Compostela…… e poi a Finisterre
Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |
7 Giugno
29° giorno: Arzua - Monte di Gozo
E’ l’ultimo giorno di vero cammino, se non ci sono intoppi questa sera siamo a Santiago. 35 kilometri, il cielo e limpido , farà caldo. Il sole inizia ad illuminare le cime degli eucalipti che siamo già in aperta campagna, il silenzio è totale. Parliamo poco, c’è un pò di malinconia , il pensiero và ai giorni trascorsi, alla fatica, ai dolori, ai luoghi, alle risate, al vino tinto, al cafè con leche, alla pioggia, alle tortillas, al fango, agli amici, alle persone viste una sola volta, alle salite, alle chiese chiuse, alle telefonate a casa, alle migliaia di frecce gialle cercate ed inseguite con ostinazione, tutto torna in mente e i pensieri si accavallano e corrono più veloci dei nostri passi. Attraversiamo paesi e contrade, sentieri e campi, terra ed asfalto senza sentirli, non è un giorno di cammino come gli altri. Non riesco a sentire la soddisfazione o la gioia dell’esser riuscito a realizzare un sogno a lungo coltivato. E’ più la consapevolezza che ora sarà solo un ricordo, magnifico per come è stato ma solo un ricordo da conservare nel cassetto della memoria delle cose belle che la vita mi ha riservato.
Il percorso si snoda in questo clima, diciamo forse un po’ troppo mesto, dopo 5 kilometri colazione dopo 11 kilometri coca-cola. Dovremmo fermarci al 20 kilometro circa, a Pedrouzo per mangiare qualcosa, ma immersi nei nostri pensieri e con le indicazioni che per la prima volta saltano un centro abitato ci ritroviamo su una salita assolata e polverosa. La fame e la sete ci prendono al culmine della salita, ci sediamo fuori dal sentiero con vista su magnifici scavi da urbanizzazione che devastano la collina sopra Lavacolla, posto più triste nel cammino non c’è. Troviamo qualcosa con cui cibarci dispersa nelle tasche dello zaino, mi tolgo le scarpe e prima di ripartire le lascio su una colonnina del sentiero, sono rotte e con le suole lisce ma hanno fatto un lavoro eccezzzzionale, le lascio come si lascia un caro amico.
A Lavacolla sfiniti ci depositiamo sulle sedie di un bar, ci vogliono 15 minuti buoni prima di trovare le forze per entrare ed ordinare qualcosa da mangiare. L’arrivo a Monte di Gozo nel primo pomeriggio è una liberazione, a Santiago andiamo domani mattina, puliti riposati e forse con una predisposizione d’animo migliore.
8 Giugno
30° giorno: Monte di Gozo - Santiago
Ci alziamo con tutta la calma possibile, si va SOLO a Santiago oggi! Il coronamento di un sogno che si materializza.
Ci avviamo senza lo zaino, sembra di volare, osserviamo altri pellegrini, sembrano camminare alla moviola, in meno di un ora ci ritroviamo in fronte alla cattedrale nella Praza de Obradorio, sembra la cosa più bella mai vista, sono felice e triste, uno stato d’animo contrastato e confuso. Andiamo all’ Accoglienza del Pellegrino, coda ma dopo un pò ho in mano la mia Compostela, adesso lo posso ammettere tranquillamente: è stata dura. Non la mollo più fino all’arrivo a Verona. Torniamo in piazza e riesco a farmi vedere sulla webcam in internet, da casa mi dicono che sono alto solo tre millimetri, ma alla fine vengo vengo identificato. Siamo in cattedrale un’ora prima dell’inizio della messa, fatichiamo già a trovare posto. Alle dodici è un muro di gente. Cerimonia suggestiva con saluto a tutti i pellegrini presenti e rito del Botafumeiro, incredibile.
Nel pomeriggio tentiamo la sorte all’aeroporto in cerca di un volo per Sonja, a parte un tentativo di estorsione, 1100 euro per un Compostela Venezia, non otteniamo altro, ritenteremo domani all’ufficio del pellegrino, speriamo con miglior fortuna.
Facciamo un pò di shopping del pellegrino e poi appuntamento in piazza con i compagni di viaggio, il Mario, Luigi e Pasquale, Manuel, Dino e Jasmina, e poi stanno arrivando Anchel, Annamaria e Felipe che dopo giorni di sofferenza hanno recuperato forze e spirito. E’ una festa, baci abbracci parole saluti foto poi tutti a mangiare in compagnia, siamo in 18 alla fine e non ricordo tutti i nomi, ma siamo in tanti e non ci sono tutti quelli che ho incontrato e con cui ho condiviso momenti di questo cammino. Gran Serata, alle 22.30 scappiamo a prendere l’ultimo autobus per Monte di Gozo, non ho proprio voglia di fare gli ultimi 5 kilometri di questo Cammino a piedi.
9 Giugno
31° giorno: Finisterre
A Finisterre avrei voluto aver il tempo di andarci a piedi ma i giorni sono terminati, domani si rientra a casa.
Giornata da Turistas, oggi tocca a noi. Manuel l’ospitalero di Monte di Gozo ci trova posto su un pulmino\taxi abusivo, anche in Spagna ci si arrangia, con meta finale Finisterre.
Alle 9 in punto partiamo e in poco più di un ora siamo in vista di Finisterre, il viaggio ci viene allietato dall’autista ex giornalista anarco-insurezzionalista-ecologista-indipendentista, che ci racconta tutti i misfatti di Galiza e di Spagna degli ultimi trentanni, exxon-valdes compresa. Ci fermiamo in una spiaggetta, mi pare di ricordare si chiamasse Sardinero ed abbiamo la soddisfazione di immergere i piedi direttamente nella mitica corrente del golfo atlantica, ci mettiamo anche a raccogliere le conchiglie come i bambini il primo giorno al mare. Dopo una mezzoretta ripartiamo con meta il promontorio e faro di Fisterra.
Lasciato il pulmino scendiamo verso la punta estrema dell’Europa, come da rituale bruciamo qualcosa, il mio marsupio, le calze di Sonja. Un tedesco non trova di meglio che togliersi le sue e bruciarle, non aveva pensato di portarsene un paio di vecchie. L’immagine che abbiamo davanti agli occhi e di una vastità impressionante, solo blu del mare che si confonde con l’azzurro del cielo e silenzio. Immagino lo stupore di quei pellegrini che nel medioevo dopo mesi di fatiche e sacrifici avevano la buona sorte di giungere fin qui.
Arriva velocemente mezzogiorno, e i nostri bioritmi ancora fasati sul Cammino ci impongono una sosta gastronomica per il classico spuntno di metà tappa. Troviamo un localino sul lungo mare con un cartello molto rustico che dice “sardine fresche”, entriamo e ci troviamo in una tipica osteria come si potevano trovare 40 anni fa nei nostri paesi di campagna. Ci ordiniamo un piatto di calamari e delle sardine, la signora ci dice minimo due, noi diciamo sei, quella ci guarda perplessa . Quando ci serve capiamo il perché, qui le sardine sono quasi trote, ma non ci scoraggiamo e con un bicchiere di sidro dopo neanche 10 minuti non restano che lische e squame. Mitichei.
Nel pomeriggio al rientro scendiamo alla Cattedrale e ci rivolgiamo all’ufficio del pellegrino per il rientro di Sonja, lo stesso volo del giorno prima - il tentativo di estorsione da 1100 euro - ci viene offerto a 280 euro, meno di un quarto, pazzesco, neppure l’impiegata si spiega questa differenza, la risposta non ci sarà mai data. Ultimi acquisti, sperando di non dimenticare nessuno visto che anche i soldi sono finiti. Torniamo al Monte di Gozo , ultima notte in terra di Spagna.
10 Giugno
32° giorno: Il rientro
Sonja parte molto presto, la saluto nel sonno che sono ancora più di là che di quà. Potrei anche prendermela comoda ma alle 8.30 sono già fuori dall’albergue e mi dirigo non molto entusiasta alla fermata del bus per l’aeroporto. Arrivo abbastanza in anticipo e nella hall trovo Felipe che è venuto a cambiare il biglietto di rientro per il Brasile, anticipa anche lui di qualche giorno, sente la saudade della sua famiglia e … della polenta fritta. Prendiamo l’ultimo cortado insieme, un grosso abbraccio prima di vederlo andare per l’ultima volta, ci scriveremo ce lo siamo promessi. E’ stato il primo incontro a Roncisvalle, l’ultimo a Santiago. Ciao Felipe arrivederci, forse, spero.
Prendo i miei aerei, passo le mie ore tra un sala d’aspetto e i Duty-free tra un check-in e uno Starbucks ( p.s: il caffè più schifoso e caro della mia vita), parto da Londra con un pò di ritardo. Arrivo a Bergamo che è tarda sera e trovo Paola e la zia Ale che mi aspettano, con un cartello di bentornato che quasi quasi torno indietro per non farmi riconoscere, sono due fuori di testa, ma sono felice che ci siano. Mezzanotte meno due minuti e sono a casa, la trovo invasa da palloncini, figli mezzi addormentati e amici in festa. Non me lo aspettavo, le due agate non si sono tradite durante il viaggio. Baci e abbracci, mi chiedono come va, Forrest Gump avrebbe risposto “Sono un po stanchino”.
Devo ringraziare Paola, Giacomo e Zeno, ovvero la mia famiglia che mi ha dato la possibilità di coronare un sogno a lungo cullato, la Zia Ale, Robi e la Chiara per aver sostenuto me e mia moglie in questo periodo, tutte le persone che ho incontrato nel percorso in particolar modo Sonja Annamaria Elisabetta Felipe e Francisco, un saluto a Toni di Amburgo, Peter di Kufstein, Dino e Jasmina di Torino, Mario Luigi Gianni e Pasquale di Belluno, Totorre e suoi amici di Nuoro. Un grazie a Federico per avermi permesso di avere il tempo di fare e a Gianfranco che ha fatto anche per me.
A tutti un augurio per la vita : Buen Camino!
|
|
Un Commento...
robi Says:
30 Giugno 2008 at 5:59 pm.
Le ultimo 10 righe ci hanno emozionato e resi orgogliosi!
Abbiamo fatto un confronto fra le ultime foto e le prime: complimenti per il “fisicaccio”!
Bellissimo il racconto! e a questo punto….porta anche noi!
Robi & Fapasso































