26 Giugno 2009
Da Pamplona a Estella - Lizzarra
Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |
14 Maggio
5° giorno: Pamplona - Puente la Reina
Questa mattina piove e manca un po’ la voglia di partire, tergiverso per Pamplona sperando che si apra il tempo e mi passino questi fastidiosi problemi di stomaco, così mi ritrovo che dopo quasi 2 ore ho fatto solo 4 Km di strada, passo dal campus universitario di Navarra e, ragazzi, noi ce lo sogniamo un posto così. Supero con un po’ di difficoltà Cirrus Minor prendendo un caffè allucinante alla Tabierna del Tremendo, non poteva andare diversamente ma, se non altro ha smesso di piovere come pure il resto. Inizio la salita all’Alto del Perdon, uno dei posti più mitici del Cammino: sono ore di cammino che è difficile raccontare, l’acqua dei giorni scorsi ha distrutto i sentieri e si scivola continuamente nel fango inciampando in sassi e radici di ginestre.
Giunti sulla sommità si gode un panorama splendido nonostante il tempo; alle spalle si scorgono per l’ultima volta i Pirenei e davanti ci si apre l’altopiano che tra qualche giorno si trasformerà in meseta.
Il monumento al Pellegrino, la fila infinita di torri dell’impianto eolico, il panorama, il vento t’invitano a fermarti, ma si deve continuare, nel fango naturalmente. Sempre fango fin quasi ad Obanos dove prendo una deviazione verso la chiesa ottagonale dei templari di Eunate, 5 km di deviazione dal percorso in mezzo a vigneti e frumento, ma ne vale la pena. Questo era un antico luogo in cui i pellegrini malati trovavano rifugio, cure e, i più sfortunati, anche la sepoltura. Faccio una sosta un po’ più prolungata approfittando della pace del luogo e di un po’ di viveri che mi sono rimasti ancora nello zaino.
Arrivo a Puente la Reina verso metà pomeriggio, non ho fatto le corse, i luoghi meritavano delle vere soste, qui i vari percorsi che nel medioevo partivano dall’Europa si ricongiungono, mi fermo per la notte nel refugio di fronte al monumento al Pellegrino che ipoteticamente segna questo luogo. A cena conosco un gruppo di quattro pellegrini di Belluno, Luigi Mario Pasquale e Gianni, con cui passerò dei momenti piacevoli e dei quali conserverò sempre il ricordo.
Girando un po’ per il paese faccio il primo incontro con una presenza che poi ritroverò per molti giorni ancora sul cammino, le cicogne. Vederle volare o sentire i loro richiami col battere dei becchi sarà un’esperienza che mi darà sempre pace e compagnia nei momenti di cammino solitario.
15 Maggio
6° giorno: Puente la Reina - Estella
Oggi il tempo sembra migliorare e si spera in una tappa di alleggerimento visto che non sembrano esserci dislivelli importanti, partenza come al solito di buon’ora, si va tranquilli per circa un’ora e mezza salutando chi s’incontra: c’è allegria nell’aria, si passa il paesino di Maneru, si scende un po’ e poi… Improvvisamente ci ritroviamo nella situazione peggiore fin qui affrontata, 3 km di salita fino a Cirauqui (traduco letteralmente dal basco: nido di vipere) in mezzo ai vigneti e all’argilla a tratti rossa, a tratti grigia: quel tipo di fango che dove appoggi il piede non sai mai dopo quanto troverà un appoggio sicuro, mezzo metro avanti e trenta centimetri indietro e di lato con la suola che non si vuol staccare dal terreno e, quando si stacca, potresti pagare l’ICI sulle dimensioni della scarpa; gente che vola letteralmente con la faccia nel fango!
Ed alla fine un paesino che tutto si merita ma non di certo quel nome. Arrivo nella piazzetta con i primi sintomi di un dolorino che mi abbandonerà definitivamente solo a Santiago dopo aver raggiunto soglie quasi insopportabili e decido dopo quasi trenta anni dall’ultima volta di mangiare una banana.
Non è poi così male. Si riparte dopo una sosta tecnica per alleggerire il carico, leggi fango dalle scarpe, ma, come ieri, la media oraria è veramente scarsina, fortuna che all’uscita dal paese si imboccano i resti di quella che fu una strada romana, che nonostante gli anni a tratti tiene ancora; si riesce senza traumi a passare Lorca e Villatuerta. Sto quasi abbandonando il paese e devio per una via in fondo alla quale vedo il campanile della chiesa. È presto, mi fermo un attimo e mi ritrovo in mezzo ad una festa: hanno appena terminato la messa in onore di Sant’Isidro Lavoratore (patrono della contrada) La chiesa è già chiusa ma il parroco mi apre per farmela vedere. All’uscita vengo circondato da bocadillos e vasos de viño tinto tento la fuga ma non riesco. Gli ultimi 4 km fino ad Estella sono quasi in piano ma duri: el viño tinto si fa sentire, e anche i bocadillos con salsa di cipolla, a dire il vero. Arrivo in paese.
L’albergue è la prima cosa che incontro entro e prendo un letto. Mi cambio ed esco per un giro di Estella, devo trovare un ufficio postale e un locutorio donde con un ordenador connectarme a internet. Con un po’ di fortuna trovo anche la chiesa, aperta.
Spedisco a casa un paio di T-shirt, spero che arrivino in tempo per la festa di Giacomo e Zeno, mi prendo un qualcosa per cena e torno in albergo, uno dei peggiori del cammino, questa sera non vedo l’ora di andare a letto, il fango mi ha ucciso oggi.
continua
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8 Commenti...
Jack Says:
15 Maggio 2008 at 7:08 pm.
Stupende anche queste foto. Mi sta venendo sul serio voglia di farlo (in bici) ![]()
Ci sentiamo sabato! ![]()
robi Says:
15 Maggio 2008 at 7:16 pm.
Forza Paolo che adesso Tremonti leva l’ICI così puoi tornare a casa e non pagare le tasse sulle scarpe con il doppio fondo!
Molto bello leggere le tue cronache in relazione alle foto che posti sul blog!
buon cammino da parte nostra!
Robi, Fapasso, Elisa & Francesca
pigobus Says:
17 Maggio 2008 at 6:07 pm.
Ciao Paolo, sei forte!!!
mi piace molto il tuo blog, non ti facevo uno scrittore così talentuoso! bellissime le foto, quasi quasi mi sembra di esser lì……..una goccina d’invidia! ![]()
un grosso saluto e…. rancurate i piè!!!
Lory
di franco Says:
18 Maggio 2008 at 9:31 am.
E’ impressionante vedere come il CAMMINO sia una continua scoperta del bello che ci accompagna lungo il sentiero che i pellegrini nei secoli hanno percorso prima, durante e dopo di noi.
La compagnia di ciò che nei secoli trasuda ad ogni passo devono essere uno sprono a percorrere con un certezza maggiorree i passi del mendicante.
Continua a raccontarci la ricerca del bello…..
Le bistecche aspettano….
Ciao e … prega per tutti noi!!
loretta Says:
19 Maggio 2008 at 9:03 am.
Bravo Paolo!
Complimenti per tutto! Per il sito, per le foto, per quello che stai facendo…
Noi ieri abbiamo fatto la Stravertona… che sia la stessa cosa?
Un abbraccio
Loretta
robi Says:
20 Maggio 2008 at 8:12 pm.
Forza Paolo! La cronaca del tuo cammino è affascinante e “fatichiamo” conte! La Francy ha trovato i roncadores anche a Napoli! Todo el mundo ronchesa! Un bacio da tutti noi!


















