26 Giugno 2009
Da Saint Jean Pied de Port a Pamplona
Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |
Diario della partenza e dei primi giorni di cammino
Da Saint Jean Pied de Port a Pamplona
10 maggio
1° giorno: Da Verona a Saint Jean Pied de Port
È l’ora, si parte!!
Santiago è lontana, ma dopo averlo sognato, desiderato, sperato, studiato, aspettato, oggi finalmente inizio IL CAMMINO.
Un saluto a Zeno, uno un po’ più lungo a Giacomo dopo tutto è il suo Santo e via prima che vengano i groppi in gola.
Mi accompagnano Robi e mia moglie Paola all’aeroporto di Bergamo in piena notte, l’aereo parte all’alba per Londra. Un saluto un po’ meno veloce a Paola, è la prima volta che ci separiamo per un periodo così lungo in ventidue anni di matrimonio.
Ciao. E resto solo con i miei pensieri, ed è già full immersion in quello che troverò tra poche ore ai piedi dei Pirenei, ragazzi che dormono in tutti i modi possibili e immaginabili con sacco a pelo e no. Parto finalmente, volo in quasi orario ed arrivo a Londra, prima tappa di avvicinamento, c’è un sole incredibile, mentre le alpi non le ho proprio viste coperte dalle nuvole com’erano. L’impatto con la sterlina è devastante per pranzo un cappuccino, un tramezzino ed un biscotto uno, spendo l’equivalente di 12 euro. Me ne vado! Ma, dopo questo economico pasto, prima un’altra gentilezza inglese, sono appena sbarcato e nessuno mi ha guardato, per andarmene al checkin perquisizione completa di zaino, zainetto, mia e delle mie scarpe! Viva l’Inghilterra!
Arrivo a Biarritz in perfetto orario, bus e arrivo in stazione a Bayonne, tento di ammazzare il tempo con un giro nei dintorni, pensavo di passare un’oretta ma è peggio del piazzale di Porta Nuova di sera. Pazienza, mi armo di sudoku e pepsi e aspetto.
Arrivo a Saint Jean alle 19.30 dopo un viaggio in treno quasi in solitario, ci sono solo un paio di pellegrini nella mia carrozza ma non riesco a distinguere che lingua parlano. Timbro la mia credenziale e vado in albergo, mi stanno aspettando, tempo di mettere lo zaino in camera ed è subito cena, multietnica, fortuna che una ragazza olandese parla bene l’italiano altrimenti tra canadesi francofoni e tedeschi del nord non avrei spiaccicato parola tutta sera.
Mi racconta che è partita da Hengelo in Olanda tirandosi dietro un carrettino con i bagagli, sono quasi cinquanta giorni che è in viaggio e questo e il terzo carrettino con bagaglio, i primi due hanno preso il volo in Francia.
Io nello zaino ho un lucchetto da bicicletta quando c’e bisogno lo lego, un po’ di prudenza e forse non mi rovino il viaggio. La cena è buona, subito dopo faccio un salto all’Ufficio accoglienza del Pellegrino di fronte all’albergo e mi collego ad internet per scrivere a casa e poi a nanna.
11 maggio
2° giorno: Saint Jean Pied de Port - Roncesvalles
Sono le 6.00 c’è già movimento, mi vesto colazione, brevi saluti e sono già in strada. Dopo 500 metri smette di piovere e allora si va in montagna. Montagna vera con pendenze del 20%, il concetto di tornante non è ancora stato assimilato dai francesi e dopo quattro ore nella nebbia sono convinto che la salita sia finita, mi fermo nei pressi di una croce, un pellegrino tedesco con un megaiperhitec orologio mi mostra la temperatura, ci sono due gradi, per essere arrivato fin quassù in camicia mi accorgo che fa un po’ freschino.
I Pirenei non li ho visti eppure li sto calpestando. Nebbia e nebbia.
Mangio un panino con frittata preparatomi dai magnifici gestori del Rifugio di Saint Jean, squisito e riparto, si alza un po’ la nebbia e scopro di avere davanti ancora un muro, ne avrò per mezz’ora, un’agonia poi spiana. Nel fango, due ore di bosco con fango a tratti anche di 30 (trenta) centimetri, a piedi si fa fatica ma per le biciclette è anche peggio, le portano a mano, dandosi una mano prima ne portano una e poi tornano a prendere l’altra, micidiale. Per fortuna dopo il sentiero diventa una strada.
Alle quindici sono a Roncisvalle, stranamente sono solo, poi scopro di essere entrato dal retro comunque sono uno dei primi, timbro e vado a prendermi il letto. La Collegiata è’ un camerone con 140 posti! Doccia bucato un caffè e poi alla Messa dei Pellegrini, oggi è anche Pentecoste c’è più solennità, il sacerdote ad inizio messa Saluta tutti i Pellegrini nella loro lingua, è incredibile sentire che ci sono coreani canadesi argentini americani messicani brasiliani oltre a quasi tutti i paesi europei. Al termine ci chiama vicino all’altare e ci impartisce la Benedizione del Pellegrino, una formula che ha circa mille anni ma ancora molto affascinante. La cena non è un gran che, sono finito nel secondo turno del ristorante e la scelta e la qualità sono quella che sono!
Sono quasi le nove e mezza quando al bancone degli ospitaleri si presentano due persone forse più stanche che spaesate, sarà un incontro che mi verrà in mente molte volte nei giorni che poi passeremo insieme, sono Annamaria e Felipe.
Antica Benedizione del pellegrino
O Dio, che portasti fuori il tuo servo Abramo dalla città di Ur dei Caldei, proteggendolo in tutte le sue peregrinazioni, e che fosti la guida del popolo ebreo attraverso il deserto, ti chiediamo di custodirci, noi tuoi servi, che per amor del tuo nome andiamo pellegrini a Santiago de Compostela.
Sii per noi compagno nella marcia, guida nelle difficoltà, sollievo nella fatica, difesa nel pericolo, albergo del “Camino”, ombra nel calore, luce nell’oscurità, conforto nello scoraggiamento e fermezza nei nostri propositi perché, con la tua guida, giungiamo sani e salvi al termine del Cammino e, arricchiti di grazia e virtù, torniamo illesi alle nostre case, pieni di salute e di perenne allegria.
Per Cristo nostro Signore. Amen
San Giacomo, apostolo di Gesù. prega per noi.
Maria. madre di Dio, prega per noi.
Marciate in nome di Cristo che è il cammino e pregate per noi a Santiago del Compostela.
12 maggio
3° giorno: Roncesvalles - Zubiri
Sono ancora le 6.00, ed una gradevole musica ed una fastidiosa luce negli occhi ci dicono che è ora di ripartire, non ho quasi chiuso occhio, il mio vicino questa notte ha deforestato l’amazzonia russando come una sega da legno ma tutto l’ambiente a vario titolo a dato il meglio di se, ci vorrà molto spirito di adattamento andando avanti.
La giornata si presenta bene, mi fermo nel primo paesino che incontro dopo poco più di un kilometro, mi faccio un ¿ caffè ? e poi cinque ore di su e giù senza tregua trovando due paesi addormentati e la compagnia degli avvoltoi che sembrano aspettare arrivi il loro pasto poi nulla più.
Arrivo a Zubiri che non è ancora mezzogiorno e il primo rifugio è pieno, accetta prenotazioni e altri hanno prenotato, vado nel secondo con Toni un tedesco con cui ho diviso il muretto su cui mi sono fermato a mangiare un panino.
Siamo i primi e come ieri sbrigo subito le mie cose prima che arrivino i bisonti, perdo 20 minuti solo per sfangare le scarpe. Riposo un po’, scrivo qualche appunto, faccio il giro del paesino fino al ponte de la Rabia ed alle sette con Toni cerchiamo un posto dove caricare un po’ di carboidrati per domani.
Optiamo per la trattoria da camionisti all’uscita del paese e non el restaurante para pelegrinos. E come da quella che poi si rivelerà anche una piacevole regola al nostro tavolo si aggregano altri pellegrini, questa sera è il turno di due ragazze: Vivi, belga francofona che oggi ha fatto una tappa da 38 km e Regina, tedesca di Francoforte. Cena esagerata, paella, cordero al chilindron e coalhada birra e vino 12 euro, lo stesso prezzo del pasto di Londra solo molto più buono.
La conversazione presenta lati tragicomici, Vivi non capisce il francese di Regina, Regina parla un tedesco diverso da Toni, Toni parla un angloalemanno da paura, io mi limito a brevi frasi in anglospagnolo, faccio un figurone e parlo poco. Quello che mi resta di tutti i discorsi sono che Vivi è un ottima fotografa e Regina è una Pastora Luterana. Restiamo a tavola chiacchierando due ore poi al rifugio. Molta gente già dorme, mi infilo nel letto e dopo cinque minuti dormo anch’io, forse sono un po’ indietro di sonno.
13 maggio
4° giorno: Zubiri - Pamplona
Questa mattina alle 6.00 sono già fuori nel cortile del rifugio municipal che mi sistemo lo zaino, il movimento lento dei pellegrini è cominciato poco dopo le cinque con zip velcro e lucette varie e con goffi tentativi di attenuare i rumori, saluto Toni che apre un occhio e mi fa un cenno, forse ci ritroviamo a Pamplona questa sera, chissà?
Parto e se ieri i paesi erano addormentati oggi sono solo un riferimento geografico. Passo Larrasoana cercando di non perdermi nei cantieri stradali che sventrano tutto il centro e mi fermo poco oltre arrangiandomi una colazione campestre.
Mi sbrigo la formalità dei quasi primi venti chilometri in poco più di quattro ore e mi fermo per un caffè a Trinidad de Arre.
Sono quasi le dieci e mezzo e sul banco c’e’ ogni ben di dio, opto per un boccadillo con frittata ed uno con nonsochè ed una birra (p.s.: la frittata è la cosa più normale che qui si possa trovare) e devo dire che a stomaco quasi vuoto ci voleva. Sono ormai in vista di Pamplona, attraverso una periferia anonima ed alle 11,30 sono già all’albergo, il Padeborn, ventisei posti in stile tirolese, poi scopro che i gestori sono di una confraternita tedesca.
Mi sistemo, solite cose doccia bucato scarpe diario e poi in giro per Pamplona, dopo 100 metri mi trovo alla plaza de Toros, l’inizio dell’Encierro, il percorso dei tori della festa de San Firmin ed Hemingway sta dappertutto. Girando trovo un’internet point nei pressi della cattedrale, sembra un Coffee shop di Amsterdam e posto la mia prima pagina di viaggio.
Quando esco entro in Cattedrale e mi ritrovo nel bel mezzo di un rosario recitato solo da uomini con esposto il gonfalone di una qualche confraternita, strana atmosfera. Girando attorno all’abside rincontro Regina, ci diamo appuntamento per la cena con Toni che nel frattempo è arrivato con tutta calma.
Mangiamo in un localino consigliato dalle guide, si spende poco ma non è certo la cena di ieri, improvvisamente mi accorgo dell’ora, si è fatto tardi e rischio di trovare l’albergo chiuso, sotto una pioggia inaspettata e fastidiosa attraverso di corsa mezza Pamplona e cinque minuti prima delle dieci sono già in camera.
continua
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9 Commenti...
Jack Says:
13 Maggio 2008 at 5:35 pm.
Che figata! L’anno prossimo mi sa che mi organizzo e me lo faccio in bici…
Dopo tutto ho già qualcuno che mi avrà spianato la strada! ![]()
[Ps. Cazzo se sei bravo con il blog!
]
fapasso Says:
13 Maggio 2008 at 6:15 pm.
ma quanto sei bravo a farti le foto con l’autoscatto!!!
Stiamo cercando di insegnare a tua moglie di fare i commenti sul tuo blog ma è un’impresa molto dura. Ciao!!!!!!!!!!!
polly Says:
13 Maggio 2008 at 6:30 pm.
Complimenti al mio carissimo Paolo. non è da tutti intraprendere un viaggio così speciale !!
Prima o poi ripartiremo insieme …. promesso?
E ce l’ho fatta anche qui, con l’aiuto di Roby e di Zeno!!! Ciao alla prossima..un abbraccio e un bacio
fapasso Says:
13 Maggio 2008 at 6:46 pm.
evitare commenti sdolcinati altrimenti lo distraete dalla meta
Capito Polly!!!
robi Says:
14 Maggio 2008 at 6:12 am.
Caro Paolo,
è emozionante leggere quanto scrivi! Mi sembra di essere lì e di seguire il tuo percorso!
Buona camminata e fissa bene tutti gli spazi, i luoghi e le tue sensazioni così da farci partecipare “virtualmente” al tuo viaggio!
Un bacio da tutti noi!
allegrale Says:
15 Maggio 2008 at 10:56 am.
Complimenti, sembra di essere lì con te. Quando torni dai che organizziamo un cammino di gruppo. Intanto anche Augusto ci ha lasciati
Gianfranco Says:
16 Maggio 2008 at 8:49 pm.
Bravo Paolo vedo che l’ impresa prende sempre piu’ forma ma attento perche’ come al giro d’ Italia ciclistico il difficile viene alla terza settimana quando le forze calano e lastanchezza si fa’ sentire.Complimenti anche per la cura con cui mantieni il sito bellissime le foto e avvincenti le narrazioni. Ciao
Gianfranco Says:
23 Maggio 2008 at 12:52 pm.
Cammina cammina la meta si fa’ sempre piu’ vicina. Viaggiare a piedi , spostarsi da un paese all’altro contando solo sulle propie gambe arrichisce sia sia il fisico che la mente. Il tuo blog spero serva anche a far riscoprire a noi pigri cittadini , abituati ad andare anche in bagno con la macchina che il benessere non si misura in km/h ma da cio’ che vivendo riesco a fare mio . Ciao
ezilio Says:
23 Maggio 2008 at 3:41 pm.
non è vero!
tu scrivi da casa e vuoi solo farci invidia!
xò ne hai di fantasia !!!













