26 Giugno 2009

Da Najera ad Ages

Scritto da Paolo nella categoria: Le mie Tappe . |

19 Maggio

10° giorno: Najera - S.to Domingo de la Calzada

Sveglia e partenza all’ alba, la tappa non è ne lunga né dura ma se vuoi sistemarti in modo decente e trovare acqua calda devi arrivare presto, ormai si sono capite quali sono le regole del gioco, anche se non piace è così e ci si adatta.

Il cammino verso Azofra inizia con un duro tratto di salita subito in uscita da Najera, Virgil un ragazzo francese che si mantiene sul cammino facendo il mimo e giocoliere di strada ci saluta da un altura, lui dorme in tenda nei campi perchè non sopporta i roncadores, gli albergue li usa per docciarsi a gratis e poi via.

Passo una lunga teoria di campi e colline coltivati a grano e vite, per i paesini un po’ fantasma di Huertas e Palacio, quattro case in croce fino a trovarmi a costeggiare un immenso campo da golf con annessa urbanizzazione selvaggia. La nel deserto!!

La vista per un attimo del campanile di Santo Domingo ci mette allegria, in quattro che camminiamo abbiamo solo tre gambe ancora buone. Sono le undici e mezzo quando arriviamo alla spicciolata al rifugio e riusiamo a prendere gli ultimi posti in mansarda, ci è voluto una mezz’ora buona per sistemarci nell’albergue, sono fiscalissimi con le scarpe. Quando usciamo troviamo un “bar de tapas” che ci serve arroz tres delicia, legumes con jamon e un vaso de viño tinto da ricordare. Quello che non ricordo è di riprendermi il cappello che mi sono tolto in chiesa dopo aver fatto la foto alla gabbia delle galline.

La storia delle galline è lunga ma ve la racconto in altra parte del blog.(ndr: ebbene si ho un blog che ho aperto in occasione di questo cammino, l’indirizzo è http://paololuk.altervista.org e che ho usato fin dove sono riuscito per aggiornare a casa sull’andamento quotidiano.)

La cena della sera invece è invece da dimenticare. Francisco l’ispano-padovano del gruppo litiga con il padrone della baracca, il menu esposto non c’era, il cibo pessimo e il conto salato, alla fine usciamo senza quasi pagare ma con la fame addosso.

Dove non mangiare a fine tappa ??? Alla Meson Los Arcos  a Santo Domingo de la Calzada segnatevelo ed evitatelo..

20 Maggio 

11° giorno: S.to Domingo de la Calzada - Belorado

Accompagnati dal canto del gallo e dallo sbattere dei becchi delle cicogne al sorgere del sole siamo in strada.

All’uscita del paese dopo il ponte sul fiume una lunga fila di pali per i nidi delle cicogne sono stati piantati lungo l’argine, vederle planare nei nidi è magnifico, sono contemporaneamente in volo anche 5 o 6 cicogne. Sette kilometri allucinanti su asfalto con i camion che ti sfiorano a 10 centimetri, ben venga una sosta caffè a Granon, poi uno dietro l’altro come le pecorelle nel presepe si susseguono paesini che ci accompagnano verso Belodorado.

Solo a Redecilla del Camino un bel fonte battesimale romanico e le panchine di fronte alla chiesa attirano la nostra attenzione.

E arriviamo così, come al solito a ora di tapas, a Belodorado.

Scendendo verso il centro del paese all’improvviso dietro una casa la vista impareggiabile di 7-8 nidi di cicogna sul fronte della chiesa. Abituato a vederli sempre in alto su campanili o ciminiere, averli a meno di venti metri di distanza sembra di toccarli tanto sono vicini, è un immagine indimenticabile.

Davanti ad un cortado con tortilla de papas decidiamo che per oggi “ya basta”, c’è gia troppo caldo e torniamo sui nostri passi all’ingresso del paese dove avevamo visto un albergue a 5 euro, sembrava nuovo e pulito, andiamo vediamo e ci fermiamo .

Mi faccio un giro per Belodorado mi fermo per un po’ di spesa e viveri di conforto e l’acquisto di un nuovo mitico cappello di paglia, la tappa di domani non ha molti appoggi logistici. Ritorno in albergo ed aggiorno il mio diario davanti ad una birretta mentre il resto del gruppo si crogiola al sole, c’è anche una mini piscina con bel prato, in estate deve essere un mito questo posto.

Quando torno in gruppo giunge inaspettata la novità che il giorno dopo dobbiamo allungare la tappa di 5-6 kilometri, un albergue sul cammino è chiuso per lavori di ristrutturazione. Consiglio di condominio, Logistico propone e si approva la mozione di prenotare ad Ages nell’albergue privato che fa parte de la Red de Albergue, alberghi privati a 5/7 euro, l’alternativa è sperare o camminare. Telefoniamo e prenotiamo così si parte e si arriva tranquilli, il posto c’è, anche una pellegrina tedesca ci ringrazia per l’idea e la prenotazione.

A cena mangio un pollo tutto per me, almeno cosi c’era scritto sul menù ma ha le dimensioni di un colombo magro. Vado in internet ma mi tolgono la connessione dopo poco prima di riuscire a postare qualcosa sul blog e leggere la posta.E’ ora di dormire.

 

21 maggio  

12° giorno: Belorado - Ages

Con la scusa che tanto oggi visto che si è prenotato si può arrivare con calma, è buio, ci saranno 3-4 gradi ovvero un freddo bestia per questa stagione e siamo già in strada. Le gambe non girano, un ginocchio fa notare la sua presenza con una fitta continua e ci vogliono alcuni kilometri per scaldarsi. Sulla strada non troviamo neppure un caffè caldo, la colazione va come va, oggi siamo autarchici si fa con quel che c’è. Passiamo Tosantos ancora addormentato e perfettamente chiuso e quando dopo dodici kilometri di ascesa appena accennata arriviamo a Villafranca Montes de Oca, il posto per il caffè fa talmente schifo e mal frequentato che tiriamo diritto stoicamente. Comincia la salita e sbuca il sole, dietro la chiesa di Santiago riempiamo le borracce e via 12 kilometri per passare la montagna, i primi kilometri sono duri e la bellezza del bosco di querce e roveri che attraversiamo non ci aiuta, è dura. Arriviamo in cima che mi tolgo le scarpe, i piedi urlano e fumano per non parlare del ginocchio, mi chiedo come faccio ad andare avanti. Dieci minuti di pausa e via giù e su da un vaio, 700 metri di passione e follia, mi metto a saltellare cantando un gospel. Felipe ed Anchel si distruggono dalle risate.

Poi 8 kilometri 8 di strada tagliafuoco quasi piana larga anche 100 metri, pineta da un lato macchia dall’altro, sole sopra, non termina più. Ci sdraiamo sotto un gruppo di pini, pellegrini che passano ci salutano e fotografano, dobbiamo avere delle facce allucinate, a due inglesi rispondiamo che stiamo aspettando il bus. Il caldo sta dando i frutti, ormai siamo fusi anche di testa.

Rimettiamo in moto le gambe e sul cammino sorpassiamo un gruppo di gerontoturisti tedeschi modello “in 7 giorni 7 giro della Spagna isole comprese” e 20 minuti dopo siamo a San Juan de Ortega, solitario

monastero in mezzo ai boschi, ai pellegrini nei secoli andati deve essere sembrato un miraggio. Splendido e incredibile, peccato non fermarsi, il rifugio è chiuso e in restauro.

Dopo un breve ma necessario ristoro e sponsino ci rimettiamo in cammino e quasi senza accorgerci siamo ad Ages, paese di 26 anime 2 alberghetti 1 negozio che se ti adatti c’è tutto 1 distributore di Pepsi. Posti prenotati, cena a base di paella (me ne toccano 2 piatti 2) dormito bene colazione: 18 euro.

Ci torno a fare le ferie. Telefono a Giacomo e Zeno, internet a 56k non riesce neppure ad aprire la posta, in compenso vedo il primo tempo di Champions. Domani si vedrà.

Continua

9 Commenti...

augusto Says:

23 Maggio 2008 at 7:39 am.

Ciao Paolone, finalmente ho un attimo per dare un’occhiata al tuo sito. Molto belle le foto e i tuoi resoconti. Sto ai servizi sociali, sommerso dalle carte e… quel che si vuole non duole! Forse però era meglio se venivo con te a fare questo percorso. Il cammino dei servizi sociali non porta così lontano come il tuo. Stai viagginado dentro il tempo e la storia, dentro te stesso ed è il viaggio che tutti dovremmo fare. Sei un grande oltre che un grosso, almeno fino al giorno della partenza. Al tuo ritorno, dopo lo sforzo e la dieta, si vedrà. Ti seguiremo volentieri anche da casa perchè sai che anche mio figlio Roberto in giugno compirà con gli scout l’ultimo tratto di 300 km.
Buona strada.
Augusto

di franco Says:

25 Maggio 2008 at 10:47 am.

Tre riflessioni mi vengono alla mente di fronte alle difficoltà:
1) Devo averne combinate tante nella mia vita che il buon Dio ha deciso che devo proprio sudarmela la meta.
2) Non credo di essere stato così “fetente” allora le fatiche sono il segno che il buon Dio pretende da me un salto di qualità che attualmente non riesco a copmprendere
3) Le difficoltà della vita sono una costante un pò per tutti e queste sono capiatete a me.
Lascio al Pellegrino - mendicante la scelta della propria condizione. Io so solo che le occasioni sono tali perchè non capitano tutti i giorni e spesso sono un segno che vale la pena vivere.
P.S. mi hanno detto che oltre alle bistecche ci saranno anche le salsiccie.
Ciao e continua a pregare per tutti noi.

Jack Says:

27 Maggio 2008 at 6:16 pm.

Mancano i nomi di chi c’è nelle foto… una didascalia (magari nel prossimo post) non guasterebbe! ;)

di franco Says:

27 Maggio 2008 at 9:16 pm.

E’ il 27 sono le 22,11 e tua moglie dopo aver mangiato una coppetta di gelato parlandoci di te mi impone di farle vedere su internet la piantina del percorso, perchè vuole capire dove sei.
Mi limito ad andare su viamichelin e guardiamo il percorso. Non te preoccupe qui tutto sotto controllo.
Peccato che il condominio abbia solo 5 piani.
Un caldo saluto, anche per riscaldarti del freddo mattutino, e alla prossima.

Malabestia Says:

30 Maggio 2008 at 1:27 pm.

il prossimo aggiornamento a quanto?
sarebbe anche ora che cambiassi un pò i pantaloni… o stai mettendo sempre gli stessi perchè hai perso una scommessa? =)

robi Says:

30 Maggio 2008 at 7:04 pm.

Caro Paolo,
ci mancano le tue cronache sul web (le abbiamo dal vivo dalla tua Paoletta!) per vivere conte il viaggio!
Sei cotto o i computer sono del periodo medievale?
Una abbraccio!
Robi, Fapasso, Ely & Francy

Matteo Says:

3 Giugno 2008 at 10:33 am.

Paolo, torna, l’IDM non è più lo stesso senza di te..

ale vicenzi Says:

3 Giugno 2008 at 5:56 pm.

cArissimo cognAtino….AltrA pAssione, oggi, per scriverti.!!!! AllA fine mi sono ArresA e ho chiAmAto dAl cell il tuo figliolo (…quello che hA lA testA tutt’un file!!!). Non è stAtA operAzione dA poco…computer collegAto Al telefono di cAsA, cell in contAtto con GiAci!……come potrAi vedere lA AAAAAAA mi hA dato AllA testA (ma quAnte ce ne sono…….)…grAnde festA domenicA!!! tAsso Acolico dellA sAggia ziAle…..dA censurA! FestA con mussi vivi, e tante mAgliette buffissime, di cui ho conservAto foto per il tuo rientro, con scritto: “QUANDO I MASTINI I VOLARA’ FAREMO IL DERBY IN SERIE A!”…con disegnAto un imbronciAto cAgnone che sognA un pAio di Alucce!… per il resto tutto ok…la Paolina ha quella voce coccolosa da cui si capisce che la nostalgia è tanta!…non sono stata molto d’aiuto, in effetti….presa dal salvataggio del mondo-CERRIS….quindi cerca di completare questo pedi-viaggio e torna presto!…un abbraccione zale Ps: verrò all’aeroporto a prenderti con ciopeta…..ciao ciao

sonjadiesel Says:

4 Giugno 2008 at 4:39 pm.

risposta a Malabestia:
Il Paolo continuera ad apparire x tutto il viaggio con un solo paio di pantaloni verdi dopo aver jettato quelli di prima…aperti ad un’improvvisa seduta!!!
Ne ha presi anche uno da Fighetto, ma li tiene per uscire la sera!
Pazienza…
Saluti da una superspia

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