<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Paolo Lukk</title>
	<atom:link href="http://paololuk.altervista.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://paololuk.altervista.org</link>
	<description>Là dove il Camino delle stelle incrocia il cammino del vento.</description>
	<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:13:58 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Da Arzua a Santiago de Compostela</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-arzua-a-santiago-de-compostela/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-arzua-a-santiago-de-compostela/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 13:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=169</guid>
		<description><![CDATA[7 Giugno   Arzua - Monte di Gozo
E&#8217; l&#8217;ultimo giorno di vero cammino, se non ci sono intoppi questa sera siamo a Santiago. 35 kilometri, il cielo e limpido , farà caldo. il sole illumina le cime degli eucalipti che siamo già in aperta campagna, il silenzio è totale. Parliamo poco, c&#8217;è un pò di malinconia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">7 Giugno   Arzua - Monte di Gozo</h3>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; l&#8217;ultimo giorno di vero cammino, se non ci sono intoppi questa sera siamo a Santiago. 35 kilometri, il cielo e limpido , farà caldo. il sole illumina le cime degli eucalipti che siamo già in aperta campagna, il silenzio è totale. Parliamo poco, c&#8217;è un pò di malinconia , il pensiero và ai giorni trascorsi, alla fatica, ai dolori, ai luoghi, alle risate, al vino tinto, al cafè con leche, alla pioggia, alle tortillas, al fango, agli amici, alle persone viste una sola volta, alle salite, alle chiese chiuse, alle telefonate a casa, tutto torna in mente e i pensieri si accavallano e corrono più veloci dei nostri passi, Attraversiamo paesi e contrade senza sentirli, dopo 5 kilometri colazione dopo 11 cocacola, dovremmo fermarci al 20 circa per mangiare qualcosa, ma immersi nei nostri pensieri e con le indicazioni che per la prima volta saltano un centro abitato ci ritroviamo su una salita assolata e polverosa. Fame e sete ci prende al culmine della salita, ci sediamo fuori dal sentiero con vista su magnifici scavi da urbanizzazione che devastano la collina sopra Lavacolla. Troviamo qualcosa con cui cibarci persa nelle tasche dello zaino, mi tolgo le scarpe e prima di ripartire le lascio su una colonnina del sentiero, sono rotte e con le suole lisce ma hanno fatto un lavoro eccezzzzionale, le lascio come si lascia un caro amico. A Lavacolla sfiniti ci depositiamo sulle sedie di un bar, ci mettiamo 15 minuti prima di entrare ed ordinare qualcosa con cui cibarci. L&#8217;arrivo a Monte di Gozo nel primo pomeriggio è una liberazione, a Santiago andiamo domani mattina, puliti e riposati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060090.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-186" title="p6060090" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060090-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070112.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-187" title="p6070112" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070112-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070119.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-188" title="p6070119" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070119-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070126.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-189" title="p6070126" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070126-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070127.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-190" title="p6070127" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6070127-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100238.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-192" title="p6100238" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100238-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">8 giugno   Monte di Gozo - Santiago</h3>
<p style="text-align: justify;">Ci alziamo con tutta la calma possibile, si va SOLO a Santiago oggi! Il coronamento di un sogno. Scendiamo senza  lo zaino, sembra di volare, guardiamo gli altri pellegrini alla moviola, in meno di un ora ci ritroviamo in fronte alla cattedrale, sembra la cosa più bella mai vista, sono felice e triste, contrasti e confusione. Andiamo all&#8217;Accoglienza del Pellegrino, coda ma dopo un pò ho in mano la mia Compostela, non la mollo più fino all&#8217;arrivo a Verona. Torniamo in piazza e riesco a farmi vedere sulla webcam in internet, da casa mi dicono che sono alto solo tre millimetri, ma vengo identificato. Siamo in cattedrale un&#8217;ora prima dell&#8217;inizio della messa, alle dodici è un muro di gente. Cerimonia suggestiva con saluto a tutti i pellegrini presenti e rito del Botafumeiro, incredibile. Nel pomeriggio tentiamo la sorte all&#8217;aeroporto in cerca di un volo per Sonja, a parte un tentativo di estorsione (1100 euro per un Compostela Venezia) non otteniamo altro, ritenteremo domani all&#8217;ufficio del pellegrino, speriamo con miglior fortuna. Facciamo un pò di shopping del pellegrino e poi appuntamento in piazza con i compagni di viaggio, il Mario,Luigi e &#8230;,Manuel, Dino e Jasmina, e poi stanno arrivando AnnaMaria Anchel e Felipe. E&#8217; una festa, poi tutti a mangiare assieme, siamo in 18 non ricordo tutti i nomi, ma siamo in tanti. Gran Serata, alle 22.30 scappiamo a prendere l&#8217;ultimo autobus per Monte di Gozo, non ho proprio voglia di fare questi ultimi 5 kilometri a piedi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100252.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-193" title="p6100252" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100252-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080174.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-194" title="p6080174" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080174-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080185.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-197" title="p6080185" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080185-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080146.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-195" title="p6080146" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080146-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080155.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-196" title="p6080155" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080155-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080156.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-198" title="p6080156" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080156-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080141.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-199" title="p6080141" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080141-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080190.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-200" title="p6080190" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080190-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080198.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-201" title="p6080198" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6080198-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">9 Giugno   Finisterre</h3>
<p style="text-align: justify;">Giornata da Turistas, oggi tocca a noi. Manuel l&#8217;ospitalero ci trova posto su un pulmino che ci accompagna a Finisterre, avrei voluto aver il tempo di andarci a piedi ma i giorni sono terminati, domani si rientra a casa. Alle 9 in punto partiamo e in poco più di un ora siamo in vista di Finisterre, il viaggio ci viene allietato dall&#8217;autista ex giornalista anarco-insurezzionalista-ecologista-indipendentista, che ci racconta tutti i misfatti di Galiza degli ultimi trentanni, exxon-valdes compresa. Ci fermiamo in una spiaggetta ed abbiamo la soddisfazione di immergere i piedi direttamente nella mitica corrente del golfo atlantica, ci mettiamo anche a raccogliere le conchiglie come i bambini il primo giorno al mare. Arriviamo al faro e scendiamo verso la punta estrema dell&#8217;Europa, come da rituale bruciamo qualcosa, il mio marsupio, le calze di Sonja. Un tedesco non trova di meglio che togliersi le sue e bruciarle, non aveva pensato di portarsene un paio di vecchie. L&#8217;immagine che abbiamo davanti agli occhi e di una vastità impressionante, solo blu del mare che si confonde con l&#8217;azzurro del cielo e silenzio. Immagino lo stupore di quei pellegrini che nel medioevo dopo mesi di fatiche e sacrifici avevano la buona sorte di giungere fin qui. Troviamo anche il tempo di farci uno spuntino, sardine e calamari fritti, mitici. Nel pomeriggio rientriamo e ci rivolgiamo all&#8217;ufficio del pellegrino per il rientro di Sonja, lo stesso volo del giorno prima - tentativo di estorsione - ci viene offerto a 280 euro, meno  di un quarto, pazzesco, neppure l&#8217;impiegata si spiega questa differenza, la risposta non ci sarà mai data. Ultimi acquisti, sperando di non dimenticare nessuno visto che anche i soldi sono finiti. Torniamo al Monte di Gozo, ultima notte in terra di Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090201.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-203" title="p6090201" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090201-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090206.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-205" title="p6090206" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090206-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090202.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-204" title="p6090202" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090202-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090211.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-211" title="p6090211" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090211-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090216.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-207" title="p6090216" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090216-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090218.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-208" title="p6090218" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090218-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090229.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-210" title="p6090229" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090229-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090225.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-209" title="p6090225" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090225-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090232.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-206" title="p6090232" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6090232-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">10 Giugno il rientro</h3>
<p style="text-align: justify;">Sonja parte molto presto, la saluto che sono ancora più di là che di quà. Alle 8.30 sono già fuori dall&#8217;albergue e mi dirigo alla fermata del bus per l&#8217;aeroporto. Arrivo abbastanza in anticipo e trovo Felipe che è venuto a cambiare il biglietto di rientro, anticipa anche lui di qualche giorno, prendiamo l&#8217;ultimo cortado insieme, un grosso abbraccio prima di vederlo andare per l&#8217;ultima volta, ci scriveremo ce lo siamo promessi. E&#8217; stato il primo incontro a Roncisvalle, l&#8217;ultimo a Santiago. Ciao Felipe.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendo i miei aerei, passo le mie ore tra un sala d&#8217;aspetto e l&#8217;altra, parto da Londra con un pò di ritardo. Arrivo a Bergamo e trovo Paola e sua sorella Ale che mi aspettano, con un cartello di bentornato, sono due fuori di testa, ma sono felice che ci siano. Mezzanotte meno due minuti e sono a casa, la trovo invasa da palloncini figli e amici in festa. Non me lo aspettavo, le due agate non si sono tradite durante il viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo ringraziare la mia famiglia che mi ha dato la possibilità di coronare un sogno a lungo cullato, Robi e la Chiara per aver sostenuto me e mia moglie in questo periodo, tutte le persone che ho incontrato nel percorso in particolar modo Sonja Annamaria Elisabetta Felipe Francisco , un saluto a Toni di Amburgo, Peter di Kufstein, Dino e Jasmina di Torino, Mario Luigi Gianni e &#8230; di Belluno, Totorre e suoi amici di Nuoro. Un grazie a Federico per avermi permesso di avere il tempo di fare e a Gianfranco che ha fatto anche per me.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti un augurio per la vita : Buen Camino!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100259.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-212" title="p6100259" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6100259-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-arzua-a-santiago-de-compostela/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da O Cebreiro ad Arzua</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-o-cebreiro-ad-arzua/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-o-cebreiro-ad-arzua/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 09:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=168</guid>
		<description><![CDATA[3 Giugno   O Cebreiro - Samos
Mattina di freddo e nebbia, pensavamo di scendere invece siamo ancora in salita, nella nebbia che bagna passiamo prima l&#8217;Alto de San Roque e poi l&#8217;Alto del Pojo, siamo ai primi di novembre penso, poi pian pianino si scende, una discesa costante in un ambiente scarsamente popolato con la presenza costante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>3 Giugno   O Cebreiro - Samos</h3>
<p>Mattina di freddo e nebbia, pensavamo di scendere invece siamo ancora in salita, nella nebbia che bagna passiamo prima l&#8217;Alto de San Roque e poi l&#8217;Alto del Pojo, siamo ai primi di novembre penso, poi pian pianino si scende, una discesa costante in un ambiente scarsamente popolato con la presenza costante di odore di escrementi di mucca, passiamo Fonfria, Obiduedo, Filoval. Nulla, campagna colline e cacca di mucca. Attraversiamo Pasantes e Ramil, con i loro boschi di castagni alcuni dei quali clamorosamente  imponenti, ci facciamo delle foto, siamo a Triacastela intorno a mezzogiorno in tempo per la solita cocacola, poi via dobbiamo arrivare a Samos, vediamo se riusciamo a visitare il monastero. Sono 10 kilometri di asfalto, sole asfalto e sole, dopo 5 kilometri Sonja è in crisi con i piedi, è stanca e i piedi urlano, supplicandola riesco a farla arrivare ad un tubo dell&#8217;acqua incustodito, si toglie le scarpe e piedi in ammollo. Un sammaritano de Espana le offre una pomata che credo non passerebbe i test antidoping, i piedi di Sonja rinascono. Gli ultimi 5 li facciamo di corsa, Sonja non c&#8217;è più con la testa e teme svanisca l&#8217;effetto doping, io ho 3 metri di lingua, meno di un ora e siamo al rifugio, situazione al limite ma almeno non c&#8217;è la puzza dell&#8217;AveFenix. Nel pomeriggio birra\doccia\visita monastero\birra\cena ottima\nanne il tutto con molta molta molta calma.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020177.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-215" title="p6020177" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020177-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030199.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-216" title="p6030199" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030199-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030204.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-217" title="p6030204" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030204-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030215.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-219" title="p6030215" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030215-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030208.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-218" title="p6030208" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030208-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030220.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-220" title="p6030220" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6030220-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>4 Giugno   Samos - Portomarin</h3>
<p>Sveglia, i piedi fanno molto male il ginocchio pure, abbiamo un pò forzato questi ultimi giorni, prendiamo un bus fino al primo paese, li c&#8217;è la farmacia e la pomata del doping del pellegrino. Guida un pò allegra dell&#8217;autista, mi viene fatto gentilmente notare che sono nel posto della suocera, arriviamo a Sarria in meno di 20 minuti, una dozzina di kilometri di curve in meno di 20 minuti &#8230;è un pazzo! Farmacia doping colazione e via, salutiamo questo paese con unico ricordo il cimitero, null&#8217;altro abbiamo visto. In breve siamo ancora una volta dentro a boschi di castagni , paesini sparsi soliti odori soliti umori, le gambe tengono l&#8217;anestetico doping anche, avanti. Dopo una decina di kilometri prima di Morgane c&#8217;è la colonnina dei 100 kilometri, foto di rito adesso inizia la vera discesa verso Santiago. A Ferreiros cafè con leche e tartasantiago, la Sonja prima schifa e poi me la fuma, pazienza. Riprendiamo un pò rinfrancati e un pò dopati con il continuo su e giù per i colli della Galizia, 100 metri in piano non ci sono più, paesino dopo paesino intravediamo in lontananza Portomarin, ma proprio in lontananza perchè la strada sembra prendere giri strani, sembra girare dalla parte opposta ed infine si butta giù. E&#8217; si ci mancava una bella discesa ripida. L&#8217;ultimo kilometro è sempre il peggiore, luogo comune con fondamento di verità. Ingresso in paese con scala tipo piramide Maja, senzazione da rito sacrificale, possono tenersi le gambe tanto non le sento più. Rifugio privato bello, organizzato, pulito c&#8217;è anche internet vedi mai che&#8230;.,passiamo davanti alla cucina un occhiata e questa sera PastaPartY, basta un occhiata ed è deciso. Sarà mezzo kilo in due, fu mezzo kilo in due ! Questa notte sono sicuro che recupero e mi passano i dolori!</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6040251.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-221" title="p6040251" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6040251-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6040257.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-222" title="p6040257" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6040257-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050015.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-223" title="p6050015" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050015-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>5 Giugno   Portomarin - Casanova Mato</h3>
<p>Partiamo bene, la giornata promette bene, le gambe girano dal verso giusto, la pasta ha dato i suoi risultati. L&#8217;ambiente continua ad essere agreste ma gli odori cambiano, dai bovini ai suini, sempre peggio. Non c&#8217;e gente,non ci sono rumori, mi diletto in qualche foto fiori pecore fiori cruceiri e horreos, piccoli fabbricati deposito di mais. Facciamo fatica anche a trovare da bere un caffè, arriviamo a Palais del Rei che sono neanche le una , dovremmo fermarci qui per la notte, ma la pulperia 100 metri avanti richiama la nostra attenzione e noi gliela rivolgiamo volentieri. Bel piatto e boccale di sidro. Divino. Guardiamo le mappe, alberghetto 6 kilometri avanti, colpo di telefono, c&#8217;è posto gambe a posto pancia a posto si và! Subito fuori il paese attraversiamo una bella zona umida con passerelle di pietra per attraversare gli stagni. Arriviamo intorno alle tre, l&#8217;alberghetto è un gioiellino in mezzo al verde, è un mezzo museo agricolo, 16 posti 16, unico segno di vita le mucche al pascolo. Rilassamento devastante, mi trovo una sedia all&#8217;ombra ci resto due ore, non sento neppure tutte le storie che spara una prof padovana senza soluzione di continuità , i miei monosillabi non la scoraggiano, Sonja si è già rifugiata nella germania est vicino a Magdeburgo. Vado ad informarmi per la cena, ore 19.30 chi ha fame si faccia trovare a tavola, non riesco ad estorcere ulteriori informazioni, ma non mi preoccupo il pulpo di oggi mi ha già messo in pace con il mondo. Che mi può capitare penso&#8230;&#8230;&#8230;caldo gallego e zuppa de lentejas,costine in umido e pollo alla brace, insalata mista e torta, vino tinto e vino blanco per brindare al compleanno di una spagnola del gruppo e poi &#8230;..la Quemada. Dico solo che il tipo dell&#8217;albergue prepara un beverone e poi se ne esce vestito da druido, chiude porte e finestre da fuoco al beverone e poi comincia a recitare una formula strana, in cucina ridono come i pazzi, getta parte del beverone infuocato sulle pareti del locale, mi viene da pensare che per passare la notte all&#8217;aperto potrebbe esserci ancora fresco. La spagnola poi ci dice che la tiritera altro non era che un lungo sproloquio infarcito di insulti nei confronti degli animali della fattoria. Vino tinto, vino blanco e quemada fanno il loro effetto sulle nostre menti ma per fortuna il tempo è poco e ci si ferma ai canti regionali prima di iniziare devastanti discussioni di politica. E&#8217; il caso di dire buonanotte.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050023.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-224" title="p6050023" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050023-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050038.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-226" title="p6050038" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050038-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050032.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-229" title="p6050032" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050032-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050042.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-227" title="p6050042" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050042-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050019.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-225" title="p6050019" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050019-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050066.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-228" title="p6050066" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6050066-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>6 Giugno   Casanova Mato - Arzua</h3>
<p>Partiamo,  dopo una colazione che lascia anche lei un buon ricordo, sapendo di aver trascorso una giornata indimenticabile nel miglior albergo del cammino, difficilmente ne incontreremo un altro così. Partiamo tranquilli tanto oggi sono solo 25 kilometri. Sentiero tranquillo, paesini tranquilli, passa Leboiero,passa Furuelos, prima chiesa aperta con presenza di prete per giunta, strano, c&#8217;è un crocifisso strano con un braccio a penzoloni per raccogliere i peccati del mondo, c&#8217;è che perdo in chiesa il secondo cappello di questo camino. Se ne accorge Sonja dopo un paio di kilometri, non torno certo indietro. Passiamo Melide il tempo di fare una foto alla pulperia più famosa del cammino, alle 9 del mattino non è orario da spuntini piccanti. Poco dopo l&#8217;incubo patavino si rimaterializza, Sonja va in fuga sulla prima salita, io perdo la ruota e mi becco un ora di tormento, appena scolliniamo ne approfitto di un momento di distrazione e mi involo, raggiungo Sonja, chiediamo asilo ad un bar, l&#8217;incubo transita e noi ci concediamo una gran sosta con cocacola e pomata doping, facciamo le cose in grande. Il paese appena dopo è la meta di quasi tutti quelli che abbiamo incontrato oggi, noi proseguiamo dritti senza alzare lo sguardo fino ad Arzua, ci troviamo un posto all&#8217;albergo Da Fonte, bello pulito e tranquillo. Questa sera cena autogestita, insalata mista e bistecche ai ferri. Pane e vino quanto basta. Quattro chiacchere con i coreani e via a nanna.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060076.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-230" title="p6060076" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060076-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060083.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-231" title="p6060083" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060083-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060085.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-232" title="p6060085" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060085-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060093.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-234" title="p6060093" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060093-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p60600901.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-233" title="p60600901" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p60600901-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060098.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-235" title="p6060098" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6060098-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>Continua</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/06/26/da-o-cebreiro-ad-arzua/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Hospital de Orbigo a O Cebreiro</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-hospital-de-orbigo-a-o-cebreiro/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-hospital-de-orbigo-a-o-cebreiro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 17:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=167</guid>
		<description><![CDATA[30 Maggio   Horspital de Orbigo - Rabanal del Camino
Partiamo presto e presto ci lasciamo. Dopo solo un kilometro Felipe non riesce a camminare, momenti di nervosismo poi Francisco si ferma con lui, andranno al pronto soccorso in qualche modo, io Anna e Sonja proseguiamo a piedi, sapremo poi che hanno chiamato il 112 che li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>30 Maggio   Horspital de Orbigo - Rabanal del Camino</h3>
<p>Partiamo presto e presto ci lasciamo. Dopo solo un kilometro Felipe non riesce a camminare, momenti di nervosismo poi Francisco si ferma con lui, andranno al pronto soccorso in qualche modo, io Anna e Sonja proseguiamo a piedi, sapremo poi che hanno chiamato il 112 che li ha fatti prelevare da un taxi e portati fino all&#8217;ospedale di Astorga, visita medicazione e farmaci, tutto gratis servizio ai pellegrini ci dicono!!! Tener presente!! Nonostante la guida dica diversamente dopo 17 kilometri arriviamo nella piazza della cattedrale di Astorga, Felipe è li con la sua gamba fasciata, il nostro sogno di arrivare a Santiago insieme si sfascia. Per alcuni giorni Felipe proseguirà in taxi, Anna e Francisco resteranno con lui, tappe brevi, io e Sonja abbiamo i giorni contati. Con un groppo in gola ci salutiamo, bacio Felipe , me ne vado o meglio scappo, mi viene da piangere, piango. Dopo un pò mi raggiunge Sonja, ha gli occhi rossi, andiamo avanti un pò senza parlare, poi kilometri riempiti di discorsi inutili, per quanto prevedibile questo addio ci ha lasciato dell&#8217;amaro in bocca. Astorga  non ti ricorderò volentieri. Per fortuna il tempo e la strada aiutano, piove non piove, sole acqua, è tutto un cava e metti, ci fermiamo a Santa Catilina, una coca ed un panino, anche una sigaretta, ci riprendiamo un pò, ma il pensiero torna sempre a Felipe ad Astorga. Al Ganso ci fermiamo dal cowboy, tipo strano in un bar strano, io sidro sonja pacharan, tentiamo di scacciare la tristezza con bevande a basso tasso alcolico. Ripartiamo con il solito cava e metti, piove non piove. Quando si intravede Rabanal manca più di un ora , abbiamo patito il freddo adesso patiamo il caldo, l&#8217;albergue Gualcemo e come un oasi nel deserto, ci da conforto e un pò di speranza. Anche la cena serve a tirarci un pò su, prendiamo il famigerato &#8220;Cocido Maragato&#8221; , consiglio: mai prenderlo la sera, la notte è dura dormire.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300039.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-237" title="p5300039" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300039-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300038.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-238" title="p5300038" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300038-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300042.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-239" title="p5300042" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5300042-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>31 Maggio   Rabanal del Camino - Molinaseca</h3>
<p>Tappa dura oggi, saliamo alla mitica Cruz de Ferro, il punto più alto del Cammino, usciamo dall&#8217;albergue che siamo già in salita, non molla più neanche un metro, passiamo Foncebadon, fa freddo c&#8217;è fango, dopo due ore all&#8217;improvviso ce la ritroviamo davanti, vado a mettere un sasso che mi sono portato dall&#8217;inizio della salita, il pensiero va a casa, quel sasso lo mettiamo tutti assieme, siete con me in questo momento. Poi dalla tasca ne tolgo un&#8217;altro, questo è per Felipe, lui non verrà qui a lasciare il suo sasso, mi ingroppo. P?rendiamo la strada, il sentiero è un fango, non è un bene per le gambe ma vediamo di fare il passo corto, Sonja è davanti e se tento il sorpasso mi minaccia con il bastone, giungiamo in breve a Manjarin, posto strano come il gestore del pseudorifugio, degno di nota il cartello con le distanze stradali, essenziale sapere la distanza che ci separa da Macchu Picchu, scendiamo a El Acebo, non ce ne importerebbe nulla se non fosse che dovremmo incontrare Felipe, abbiamo l&#8217;indirizzo ma l&#8217;albergo è abbandonato e fatiscente, lo troviamo al bar, colazione insieme la gamba va un po meglio, ma deve stare fermo ancora due giorni. Due chiacchere e poi via, il sentiero diventa un po più difficile, senbra l&#8217;alveo di un torrente, sono fango e rocce 8 kilometri difficili, entriamo a Molinaseca, non era nei nostri piani ma decidiamo di fermarci , l&#8217;alberghetto privato nuovo e pulito all&#8217;uscita dal paese ci accoglie e disseta, dirò che la birra ci è sembrata particolarmente buona. Serata di pioggia ma la cena ci consola, il pulpo gallego è sempre un toccasana.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310061.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-240" title="p5310061" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310061-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310067.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-241" title="p5310067" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310067-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310074.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-242" title="p5310074" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310074-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310082.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-243" title="p5310082" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310082-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310091.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-244" title="p5310091" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310091-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310100.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-245" title="p5310100" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5310100-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>1 Giugno   Molinaseca - Villafranca del Bierzo</h3>
<p>In un su e giù attrverso campi e vigneti facciamo ingresso a Ponferrada, in piazza troviamo i pisani in bicicletta che non si decidono a darsi una mossa, amano l&#8217;andar lento e fanno tappe lunghe come le nostre, bel castello chiuso bella pasticceria aperta. Dopo che il sentiero ci porta a fare un giro mitico di tutta la periferia di Ponferrada ci infiliamo nella campagna un po anonima del Bierzo con tanto asfalto e giungiamo a Cacabelos, paesino da niente. Passiamo davanti alla Pallozza La Moncloa, costruzione tipica, bottega per turisti, tanto per vedere e bere qualcosa entriamo. Accoglienza mitica per pellegrini, empanadas chorizo ciliege e vino tinto, gratis anche se sanno che non comperiamo nulla, nello zaino del pellegrino non c&#8217;è posto e tutto pesa. All&#8217;uscita del paese mettiamo il naso dentro nel bel rifugio, c&#8217;è Felipe, è di buonumore sta un po meglio, fa caldo ed è meglio se ci avviamo mancono ancora 7 kilometri, asfalto e vigneti verso Villafranca , una vipera sul sentiero ci fa scegliere l&#8217;albergo sbagliato, il famigerato AveFenix. Non vi farò una descrizione completa solo brevi cenni di quanto offerto dalla gloriosa famiglia Jato : tremendo puzzo di urina nelle camerate, materassi con aloni strani e di vario colore, docce miste in plenair e cessi con porte tipo steccato, nessuna presa elettrica, sporcizia in ogni qualsivoglia luogo si andasse a posare l&#8217;occhio e dulcis in fundo sequestrati fino all&#8217;arrivo del gestore al mattino il tutto per miserabili 6 euro 6. Ti credo che quelli del paese il primo rifugio glielo hanno bruciato, è stata un&#8217;opera di bonifica. Da chiedersi come sia possibile una realtà simile nella civilissima e moderna Spagna. Andiamo a mangiare qualcosa lontano da qui che è meglio va!</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010118.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-268" title="p6010118" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010118-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010114.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-269" title="p6010114" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010114-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010138.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-271" title="p6010138" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010138-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010131.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-270" title="p6010131" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010131-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010136.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-272" title="p6010136" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010136-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010127.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-273" title="p6010127" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6010127-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>2 Giugno   Villafranca del Bierzo - O Cebreiro</h3>
<p>Una volta aperti i cancelli di questa colonia penale fuggiamo da Villafranca, per non sbagliare la tolgo dalla toponomastica del cammino, qui mai più, giuro. Attraversiamo un bel ponte che sta albeggiando, la tappa di oggi è lunga e difficile, attraversiamo Pereje, Trabadelo, Portela tutti paesini lungo la strada, a Vega de Valcarce incrociamo Peter che ci offre una birra, sara l&#8217;ultimo incontro con lui. La birra ci mette appetito così camminando e mangiando non ci accorgiamo del bivio di Herrerias, alcuni pellegrini davanti si fermano ad un bar, uno ci sorpassa e va e noi su per la strada, al secondo peublo con i dubbi di Sonja ed io che non ricordo mai di aver visto il nome su nessuna mappa mi fermo e controllo. Siamo sulla strada dei ciclisti, abbiamo camminato per un ora ma ci conviene comunque tornare indietro. Mettiamo i piedi a mollo in una fontana, sappiamo già che queste due ore in più le pagheremo un pò. Scendiamo lungo la strada e con il morale, eravamo partiti così bene questa mattina, recuperiamo il sentiero giusto ma siamo in crisi da fame e comincia la salita dura. Dopo un ora siamo alla Faba, crisi nera, c&#8217;è un bar, cocacola panino cocacola, non riesco a mandare giù il pane, mi riprendo un pò ma gli ultimi sei kilometri non finiscono mai. Anche perchè entriamo in Galizia, comincia lo stillicidio delle colonnine ogni 500 metri che tidicono quanto manca a Santiago. E&#8217; pomeriggio avanzato quando arriviamo a O Cebreiro, stanno girando un film, c&#8217;è casino e ce ne andiamo in albergo. Inizia a piovere, torna la normalità, andiamo a mangiare alla Venta Celta, bel localino, bella musica, mangiamo bene. La Galizia mi piace di più a tavola.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020158.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-274" title="p6020158" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020158-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020160.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-275" title="p6020160" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020160-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020161.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-276" title="p6020161" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020161-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020162.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-278" title="p6020162" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020162-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020168.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-279" title="p6020168" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020168-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020181.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-280" title="p6020181" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020181-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p60201771.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-281" title="p60201771" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p60201771-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020182.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-283" title="p6020182" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020182-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020196.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-282" title="p6020196" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p6020196-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>Continua</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-hospital-de-orbigo-a-o-cebreiro/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Carrion a Hospital de Orbigo</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-carrion-a-hospital-de-orbigo/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-carrion-a-hospital-de-orbigo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 10:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=166</guid>
		<description><![CDATA[26 Maggio   Carrion de los Condes - Terradillos de los Templarios
Ore 5.30, sveglia ,luci spente,frusci di zaini, zip, sacchetti, solo alcuni &#8220;turisti&#8221; tedeschi sono ancora a letto, predicano qualcosa, Sonja mi dice di stare zitto che si stanno lamentando, li mando a quel paese in dialetto stretto, uno spagnolo si mette a ridere , loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>26 Maggio   Carrion de los Condes - Terradillos de los Templarios</h3>
<p>Ore 5.30, sveglia ,luci spente,frusci di zaini, zip, sacchetti, solo alcuni &#8220;turisti&#8221; tedeschi sono ancora a letto, predicano qualcosa, Sonja mi dice di stare zitto che si stanno lamentando, li mando a quel paese in dialetto stretto, uno spagnolo si mette a ridere , loro smettono di rompere. Usciamo dal paese e ben presto il nulla della meseta ci avvolge, in 17 kilometri solo il piccolo eremitaggio di Benevivere, solo campi campi e campi, ben presto ognuno prende il proprio passo i propri pensieri. Sei solo, guardi avanti indietro di lato, solo la punta delle scarpe e il rumore dei bastoncini per compagnia. L&#8217;arrivo a Calzadilla è un sollievo psicologico più che fisico, un caffè una sistemata allo zaino, la borraccia piena, il solito rituale ma mai come oggi fatto con soddisfazione, uno dei tratti più temuti è passato, nei dieci kilometeri verso Terradillos il gruppo si ricompatta e si divide nuovamente, vesciche e dolori dettano il ritmo. Dicono che in questo paese hanno trovato durante degli scavi i corpi di 200 cavalieri templari, e che la notte di San Juan si sentono i cavalli correre per il paese, quello che sento io però è la grandine che sta bagnando tutto il mio bucato quasi asciutto. Dovrò aspettare più di tre ore per avere qualcosa di asciutto da mettermi dopo aver fatto la doccia.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260276.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-252" title="p5260276" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260276-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260298.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-248" title="p5260298" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260298-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260289.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-247" title="p5260289" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260289-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260293.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-249" title="p5260293" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260293-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270028.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-251" title="p5270028" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270028-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260294.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-250" title="p5260294" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5260294-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>27 Maggio   Terradillos de los Templarios - el Burgo Ranero</h3>
<p>Dopo la bufera notturna fa freddo questa mattina. Dopo 300 metri devo togliermi le scarpe, sembrano di legno, cammino con i sandali, speriamo bene , 32 kilometri e non li ho mai portati per camminare veramente. Se trovo fango è una tragedia ma i piedi mi ringraziano subito, il tracciato corre parallelo alla strada e più in là l&#8217;autostrada, sulla prima non c&#8217;è nessuno la seconda non si sente. Sahagun è abbastanza grande da offrirci una sosta in pasticceria, ma il percorso taglia fuori il centro e subito l&#8217;andamento riprende il discorso lasciato il giorno prima. Bercianos va ricordato per la presenza abbondante e costante di escrementi di pecora sul cammino, di tre cani sporchi da far paura e di un signore napoletano qui residente. Gli ultimi 8 kilometri sono un tedio, il sentiero è piantumato con piccoli platani, 1 ogni 10 metri,100 a kilometro, conto finale 700 platani alti tre metri con 20 foglie ciascuno, sconfortante. Arrivo al Burgo Ranero sfatto, i sandali mi hanno dato conforto ma posso finalmente festeggiare le prime due vesciche. Troviamo posto da un affittacamere, 10 euro e acqua calda che va e che viene , brutale! e letti della casetta dei 7 nani, testa contro il muro e piedi a penzoloni. La cena è da ricordare solo per la cameriera unta e i cori irlandesi dopo un giro di Osborne.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270016.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-253" title="p5270016" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270016-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270040.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-255" title="p5270040" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270040-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270030.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-254" title="p5270030" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5270030-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>28 Maggio   el Burgo Ranero - Leon</h3>
<p>Leon, città dalle mille sorprese. Oggi è il compleanno di AnnaMaria. Lei non lo sa, ma ad aspettarla in città c&#8217;è sua mamma e sua sorella, è una sorpresa. Noi non lo sappiamo ma in città ad aspettarci c&#8217;è un albergo a tre stelle prenotato e offerto da AnnaMaria e &#8220;Isabel&#8221; , è una sorpresa. Leon è veramente una bella città , un dedalo di vicoli, giro attorno alla Cattedrale e non riesco a vederla sembra uno scherzo ma è così. Quando AnnaMaria si ritrova davanti mamma e sorella ci guarda quasi inebetiti, io e Elisabetta sapevamo ma dovevamo far finta di niente, quando gli altri vedono l&#8217;albergo sono stupiti , io e AnnaMaria sapevamo ma dovevo star zitto, sono un gran palchista. Grande sorpresa, grande gioa, grande albergo. Dopo giorni con bagni e docce precari ed improbabili un vero bagno non avete idea che pace interiore è in grado di regalare. E la sera la festa continua, ristorantino incredibile cena magnifica gran torta offerta anche ad un gruppo di italiani che stavano facendo un giro ai quali non pareva vero di poter far domande sul cammino a dei veri pellegrini, anche se il contesto&#8230; non è proprio da pellegrinaggio. Veramente questa notte è una BuonaNotte. Anche se Felipe questa notte dorme in stanza con me, lui dorme.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280055.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-263" title="p5280055" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280055-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280063.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-257" title="p5280063" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280063-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280076.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-258" title="p5280076" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280076-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280079.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-264" title="p5280079" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280079-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280097.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-262" title="p5280097" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280097-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280115.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-261" title="p5280115" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5280115-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3>29 Maggio   Leon - Hospital de Orbigo</h3>
<p>Dura la realtà del camminante, ci risvegliamo da un sogno ma lo abbandoniamo presto, alle 6 siamo già in strada, ieri è stata una giornata speciale, oggi torniamo alla realta fatta di freddo pioggerellina fango asfalto kilometri, la festa è finita. La prima dozzina di kilometri sono lungo la caretera nacional 120, è da 300 kilometri che ci accompagna, fino a ieri quasi deserta oggi un traffico incredibile. Piove asfalto traffico acqua asfalto camion, i kilometri sono tristi, i puebli sono tristi, troviamo un bar triste verso Villadangos, cessi sporchi e caffè da schifo, bisogna accontentarsi. Adesso fa caldo, ultimi 3 kilometri verso Ponte de Orbigo insopportabili,non ci siamo abituati, fortuna che la meseta è quasi finita. Paese carino , ponte magnifico e albergue privato cosi così, riprende a piovere riprende il freddo, piove tutto il pomeriggio, provo internet ma non riesco neppure a leggere la posta 1 euro buttato, i telefoni pubblici non funzionano con le tessere prepagate, in compenso ci sono tre bancomat, incredibile Spagna. Questa forse è l&#8217;ultima sera del gruppo, è un po nell&#8217;aria nessuno ne parla, ma i tempi di arrivo sono diversi e domani forse vedremo.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290123.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-265" title="p5290123" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290123-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290128.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-266" title="p5290128" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290128-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290121.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-267" title="p5290121" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5290121-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>Continua</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/06/23/da-carrion-a-hospital-de-orbigo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Ages a Carrion</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/06/05/da-ages-a-carrion/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/06/05/da-ages-a-carrion/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 14:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=164</guid>
		<description><![CDATA[Portate pazienza ma internet in Spagna in alcune zone è qualcosa di indecente, non sono neppure riuscito in alcune giornate ad aprire la posta.
22 maggio   Ages - Burgos
Partenza sotto la pioggia, le previsioni davano bel tempo, in un clima nordico passiamo un paio di paesini e ci ritroviamo nuovamente in salita, il sentiero è simile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Portate pazienza ma internet in Spagna in alcune zone è qualcosa di indecente, non sono neppure riuscito in alcune giornate ad aprire la posta.</p>
<h3><strong>22 maggio   Ages - Burgos</strong></h3>
<p>Partenza sotto la pioggia, le previsioni davano bel tempo, in un clima nordico passiamo un paio di paesini e ci ritroviamo nuovamente in salita, il sentiero è simile a quelli delle nostre dolomiti ma la nebbia ci impedisce di vedere qualsiasi cosa. Dopo 20 km di brutto tempo aggirando tutta la nuova pista dell&#8217;aeroporto di Burgos arriviamo nella zona industriale, si decide di saltarla a piedi pari, 7 km di capannoni 0,90 euro di bus, vale la pena.</p>
<p>Il nuovo albergue del pellegrino è già in ristrutturazione, troviamo una camera a 15 euro, fuori dal budget standard ma in grandi città non si trova a meno. Dopo mezz&#8217;ora siamo già fuori per la città. La differenza con Pamplona si nota subito, questa è città ricca ordinata pulita direi anche fredda. Anche i prezzi sono da città 8.50 euro una racion de pulpo quanto un menù del pellegrino. Trovo da postare in internet, sarà l&#8217;ultima occasione per giorni. Alla sera pizza per far contento Felipe il brasiliano in una pizzeria italiana.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5210014.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-173" title="p5210014" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5210014-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220053.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-175" title="p5220053" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220053-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220055.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-176" title="p5220055" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220055-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>23 maggio   Burgos - Hontanas</strong></h3>
<p>Ci svegliamo un po tardi, in dieci minuti siamo già fuori in direzione della stazione dei bus, come ieri ci risparmiamo la periferia. Ci risparmiamo 5 km ma li pagheremo un po&#8217; cari. Sono le 7 e in giro non c&#8217;è un cane, non c&#8217;è un bar aperto. Al primo paesino ci fermiamo per un caffè e ci infiliamo mantelle e coprizaini: comincia a piovere, mi infilo il cappello in testa e ombrello infilato tra collo e zaino, sta piovendo sul serio. Arriviamo ad Hornillos, l&#8217;unica attività economica del paese è un negozietto che carognosamente nell&#8217;insegna ci ricorda che mancano 469 km a Santiago. Animo! Oggi è il primo giorno di cammino di Elisabetta in seguito detta Isabel, piove e piove, peggio e sempre peggio, piove da sopra da sotto piove da sopra, passo dopo passo si inzuppano di seguito i pantaloni le calze le scarpe. Comincio ad ascoltare lo sciabordio delle onde nelle scarpe, il ticchettio dei bastoni, le gocce che cadono dal sombrero, freddo, vento e tanto freddo. Mi sto chiedendo chi me lo fa fare. Arrivo nei pressi del piccolo Arroyo di San Bol, è 300 metri fuori dal cammino, non c&#8217;è altro, solo acqua, addosso sul sentiero e in cielo, razionalmente dovrei tirar dritto non fermarmi non perder tempo, sono ghiacciato siamo ghiacciati, non ne posso più, giro e vado gli altri mi seguono. Arrivo davanti alla porta e c&#8217;è un ragazzo davanti alla porta che mi fa segno di entrare, c&#8217;è un caffè che mi aspetta. Lascio fuori mantella zaino e quantaltro, entro e c&#8217;è una stufa appena tiepida mi sembra di rinascere, arrivano gli altri, ci fa largo trova una sedia per tutti, il posto è piccolo, molto piccolo. Ci offre quello che ha: caffè, biscotti, ciliegie, ci mette il sello. Ci racconta che si chiama Francisco, fa parte di una confraternita di muratori che dedicano 10 anni della loro vita al recupero e restauro di chiese e rifugi abbandonati lungo il cammino. Quando lo saluto mi ricorda che sopra le nuvole splende sempre il sole. Torno sul cammino e dopo 10 minuti un raggio di sole ci illumina. Coincidenze solo coincidenze. La pioggia ci lascia e l&#8217;arrivo ad Hontanas ci sembra meraviglioso, il paese è grande come il parcheggio sotto casa mia, unica attrazione la chiesa, naturalmente chiusa come tutte le altre del cammino, 67 abitanti, andando avanti troveremo paesi con 3 abitanti. Lavo gli scarponi prima che si pietrifichino, peseranno 3 kg l&#8217;uno, troviamo da mangiare sopa de ajo, sarà la prima e ultima, mai più, giuro. La sera menù del pellegrino con pastasciutta da pellegrini, a Felipe faccio capire che era cotta 15 minuti prima di quando l&#8217;hanno scolata. Giornata dura, domani magari no.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220064.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-177" title="p5220064" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220064-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220091.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-178" title="p5220091" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5220091-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5230098.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-179" title="p5230098" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5230098-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>24 maggio   Hontanas - Boadilla</strong></h3>
<p>Si parte di buonora, tanto per cambiare, il sole che sbuca fuori sembra promettere una giornata discreta. Si arriva in fretta alle rovine del Monastero di SanAnton, dentro c&#8217;è un piccolo rifugio che definire spartano è poco, sin agua-wc-luz-calefacciones, pratcamente un materasso per terra al coperto. Si entra in Castrojeriz che sono da poco passate le 8.30 ricerca disperata di un bar, un tipo da una finestra ci dice di aspettare. Mi siedo ed apro i pantaloni. Aspetto. Torna Sonia di Tarvisio: è andata a cercare sigarette e ha trovato un paio di ghette. Mi fa:&#8221;Il vecchietto della piazza ha tutto prova a vedere per i pantaloni&#8221;. Faccio colazione in fretta da barista amico di Paolo Coelho e vado dal vecchietto, pantaloni ne ha un solo tipo, li prendo ed esco con quelli rotti in mano. Felipe mi immortala mentre seppellisco con gli onori i vecchi in un cassonetto. All&#8217;uscita dal paese ci aspetta subito una salita non lunghissima ma duretta, sul culmine abbiamo un primo assaggio di ciò che aspetta nei prossimi giorni: la meseta. Il fango non è più argilloso qui è prorio creta di quella che quando sollevi la scarpa senti il risucchio, sei km di sci da fondo. Arriviamo a puente Fitero piccolo ostello recuperato e gestito da una confraternita italiana, calorosa accoglienza breve spuntino e poi via. I 10 km che ci separano da Boadilla sembrano infiniti, il paese è lì ma i pioppi non si avvicinano mai. Arriviamo in paese seguendo le frecce per l&#8217;albergue, l&#8217;ingresso è la porta di una vecchia stalla. Dentro è un piccolo paradiso prato all&#8217;inglese, piscina per i piedi e via di questo passo. Il paese è la metà del parcheggio di ieri con chiesa chiusa e rollo de justicia, bello. Il giro turistico dura 12 minuti compresa visione di stalla e letamaio. Presenza costante le cicogne.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240158.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-180" title="p5240158" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240158-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240185.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-181" title="p5240185" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240185-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240196.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-182" title="p5240196" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240196-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>25 maggio   Boadilla - Carrion de los Condes</strong></h3>
<p>Si lascia il paese senza accorgersi di averlo attraversato, gente non se ne vede in questi paesi, mai. Costeggiando un canale arriviamo in breve a Fromista, paese ricordato solo per le chiuse sul canale. usciamo in meseta ed il paesaggio comincia a susseguirsi uguale a stesso come i paesi che attraversiamo: poblacion, revienga, villarmentero tutti naturalmente de campos. Villalcazar de Sirga ci permette di vedere la prima chiesa aperta dopo giorni. Neanche di Domenica le aprono. Monumento al pellegrino mangiante che sembra la pubblicita&#8217; di una trattoria. Ci dicono che a Carrion nostra meta giornaliera oggi alle 12.30 c&#8217;è la processione del Corpus Domini con infiorata. Facendo i conti dovremmo arrivare prima delle 14, peccato. Il sentiero e dritto come una fucilata con un infito numero di paletti segnavia, Felipe mi dice che sembra il cimitero dei pellegrini, in effetti i cimiteri di guerra sono molto simili. Arriviamo a Carrion e come tutto in spagna succede dopo anche la processione inizia dopo. Sono quasi le 14 noi in orario, il santissimo no. Tutto ricorda le processioni che si facevano fino a 40 anni fa da noi, chierichetti, bambini della comunione, baldacchino, mariepentie, sindaco, comandante della polizia, medico, farmacista e poi tutto il resto del paese, 10 minuti e tutto è finito, in decine hanno lavorato tutta notte e mattina.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240207.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-183" title="p5240207" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5240207-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5250223.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-184" title="p5250223" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5250223-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5250245.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-185" title="p5250245" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/06/p5250245-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>Continua&#8230;</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/06/05/da-ages-a-carrion/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Najera ad Ages</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/05/22/da-santo-domingo-de-la-calzada-a-ages/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/05/22/da-santo-domingo-de-la-calzada-a-ages/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 16:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=135</guid>
		<description><![CDATA[19 Maggio   Najera - S.to Domingo de la Calzada
Sveglia e partenza all&#8217; alba, la tappa non è lunga né dura ma se vuoi sustemarti in modo decente e trovare acqua calda devi arrivare presto. Il cammino verso Azofra inizia con un duro tratto di salita, Virgil un ragazzo francese che si mantiene sul cammino facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210015.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260294.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260289.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260286.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5220090.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210038.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52100151.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210005.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200044.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200032.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5230132.jpg"></a>19 Maggio   Najera - S.to Domingo de la Calzada</strong></h3>
<p>Sveglia e partenza all&#8217; alba, la tappa non è lunga né dura ma se vuoi sustemarti in modo decente e trovare acqua calda devi arrivare presto. Il cammino verso Azofra inizia con un duro tratto di salita, Virgil un ragazzo francese che si mantiene sul cammino facendo il mimo e giocoliere di strada ci saluta da un altura, lui dorme in tenda nei campi perchè non sopporta i roncadores, gli albergue li usa per docciarsi a gratis e poi via.Si passa una lunga teoria di campi e colline coltivati a grano e vite, per paesini un po&#8217; fantasma fino a costeggiare un immenso campo da golf con annessa urbanizzazione selvaggia. Nel deserto!!La vista per un attimo del campanile di S.to Domingo ci mette allegria, in quattro abbiamo solo tre gambe ancora buone. Sono le undici e mezzo, e dopo mezzora per sistemarci nell&#8217;albergue troviamo il &#8220;bar de tatas&#8221; arroz tres delicia, legumes con jamon e un vaso de viño tinto¡ da ricordare. Quello che non ricordo è di riprendermi il cappello in chiesa dopo aver fatto la foto alla gabbia delle galline. La storia è lunga ma ve la racconto in altra parte del blog. La cena della sera invece è da dimenticare. Anchel l&#8217;ispano-padovano litiga con il padrone, il menu esposto non c&#8217;era, il cibo pessimo e alla fine usciamo senza quasi pagare ma con la fame, Meson Los Arcos segnatevelo ed evitatelo.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000091.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-149" title="p52000091" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000091-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000101.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-150" title="p52000101" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000101-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200035.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-151" title="p5200035" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200035-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>20 Maggio   S.to Domingo de la Calzada - Belodorado</strong></h3>
<p>Accompagnati dal canto del gallo e dallo sbattere dei becchi delle cicogne al sorgere del sole siamo in strada, dopo il ponte sul fiume una lunga fila di pali per i nidi delle cicogne costeggia il fiume, vederle planare nei nidi è magnifico. Sette kilometri e sosta caffè, poi uno dietro l&#8217;altro come le pecore nel presepe si susseguono i paesini, solo a Redecilla un fonte battesimale romanico attira l&#8217;attenzione e arriviamo come al solito a ora di tapas a Belodorado, e dietro una casa la vista impareggiabile di 7-8 nidi di cicogna sul fronte della chiesa. Abituato a vederli in alto a cento e rotti metri di distanza sembra di toccarli tanto sono vicini. Davanti ad un cortado con totilla de papas decidiamo che per oggi ya basta e torniamo sui nostri passi, all&#8217;inizio del paese c&#8217;era un albergue a 5 euro. Dopo un po&#8217; di spesa per viveri di conforto, la tappa di domani non ha molti appoggi logistici, scrivo un po&#8217;. Torno in albergue e giunge inaspettata che il giorno dopo dobbiamo allungare la tappa di 5-6 kilometri, un albergue è chiuso per lavori di ristrutturazione. Consiglio di condominio, si approva la mozione di prenotare ad Ages nell&#8217;albergue privato che fa parte di questa catena di alberghi privati a 5/7 euro. Si parte e si arriva tranquilli, il posto c&#8217;è, anche una tedesca ci ringrazia per l&#8217;idea. Mangio un pollo tutto per me, almeno cosi c&#8217;era scritto ma ha le dimensioni di un colombo magro. Vado in internet ma mi tolgono la connessione dopo poco, è ora di dormire.</p>
<p> <a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200044.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-152" title="p5200044" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200044-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210005.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-154" title="p5210005" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210005-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000031.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-148" title="p52000031" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000031-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>21 maggio   Belodorado - Ages</strong></h3>
<p>Con la scusa che tanto oggi si può arrivare con calma, è buio e siamo già in strada, fa un freddo becco!! Ci vogliono alcuni kilometri per scaldarsi e non troviamo neppure un caffè caldo per strada, oggi siamo autarchici si fa con quel che c&#8217;è. E quando dopo dodici kilometri di ascesa appena accennata arriviamo a Villafranca Montes de Oca, il posto per il caffè fa schifo che tiriamo diritto. Comincia la salita e sbuca il sole, dietro la chiesa riempiamo le borracce e via 12 kilometri per passare la montagna, i primi kilometri sono duri e la bellezza del bosco di roveri che attraversia non ci aiuta, è dura. Arriviamo in cima, mi torgo le scarpe i piedi urlano e fumano. Dieci minuti di pausa e via giù e su da un vaio 700 metri di passione e follia, mi metto a saltellare cantando un gospel. Felipe ed Anchel si distruggono dalle risate. Poi 8 kilometri 8 di strada tagliafuoco quasi piana pineta da un lato macchia dall&#8217;altro, sole, non termina più.Ci sdraiamo sotto un pino, pellegrini ci salutano e fotografano, dobbiamo avere delle facce allucinate, a due inglesi rispondiamo che stiamo aspettando il bus. Il caldo sta dando i frutti.20 minuti dopo siamo a san Juan de Ortega, solitario monastero in mezzo ai boschi, ai pellegrini nei secoli andati deve essere sembrato un miraggio. Splendido e incredibile.Ci ritroviamo senza quasi accorgerci ad Ages, paese di 26 anime 2 alberghetti 1 disrtibutore di Pepsi. Posti prenotati, cena a base di paella (me ne toccano 2 piatti 2) colazione: 18 euro. Ci torno a fare le ferie. Telefono a Giacomo e Zeno, internet a 56k non riesce neppure ad aprire la posta, in compenso vedo il primo tempo di champions. Domani si vedrà.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52100151.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-156" title="p52100151" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52100151-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210038.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-157" title="p5210038" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210038-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260289.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-161" title="p5260289" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260289-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000031.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000091.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52000101.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200035.jpg"></a><em>Continua</em></p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200032.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-153" title="p5200032" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200032-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200044.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210005.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52100151.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210038.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260289.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5220090.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260286.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-160" title="p5260286" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260286-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210015.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260294.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210015.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260294.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260289.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260286.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5220090.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210038.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p52100151.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5210005.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200044.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5200032.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5230132.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-163" title="p5230132" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5230132-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5220090.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-158" title="p5220090" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5220090-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-159" title="p5240158" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5240158-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260294.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-162" title="p5260294" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5260294-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/05/22/da-santo-domingo-de-la-calzada-a-ages/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Estella a Najera</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/05/19/da-estella-a-santo-domingo-de-la-calzada/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/05/19/da-estella-a-santo-domingo-de-la-calzada/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 18:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=130</guid>
		<description><![CDATA[16 Maggio   Estella - Los Arcos
ancora buio quando esco in strada per incamminarmi lungo la via che mi porta oggi a Los Arcos. Esco attrversando la zona vecchia di Estella e salgo al Monastero de Irache, sono le 6.50 e mi fermo alla Fuente del Viño, brindo con un dito di vino rosso che sgorga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160043.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160041.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160020.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5190195.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180157.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180136.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180127.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5170100.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160065.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160070.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5170090.jpg"></a>16 Maggio   Estella - Los Arcos</strong></h3>
<p>ancora buio quando esco in strada per incamminarmi lungo la via che mi porta oggi a Los Arcos. Esco attrversando la zona vecchia di Estella e salgo al Monastero de Irache, sono le 6.50 e mi fermo alla Fuente del Viño, brindo con un dito di vino rosso che sgorga da un rubinetto, gentilmente offerto ai pellegrini che passano da una cantina locale. La mattina e&#8217; fredda e forse un dito in più di vino non può altro che far bene.</p>
<p>Lascio il Monastero e mi incammino su un percorso che oggi, oltre ai panorami, mi offrirà poche possibilità di sosta, reincontro Felipe il brasiliano: gli hanno ritrovato lo zaino ed è contento, lo saluto e fino a metà tappa non ritrovo nessun altro che ho conosciuto nei gi<a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160012.jpg"></a>orni scorsi.</p>
<p>In un punto deserto trovo un camper, sulla porta c&#8217;e&#8217; John un inglese che mi porge una pinta di caffe&#8217; chiede solo come ti chiami e da dove vieni, fa da supporto ai pellegrini anche come infermiere non chiede nulla ma quando metto qualche moneta nella cassettina del &#8216;donativo&#8217; mi ringrazia, siamo in tanti a ringraziare lui , un angelo nel cammino.</p>
<p>Dopo quasi 6 ore arrivo a los Arcos e ritrovo Peter: un austriaco con la passione per la cerveza, devo stare attento di solito si ferma dopo la quarta birra, approfitto del fatto che apre una <em>tienda de alimentacion</em>, lo saluto e vado a comprarmi qualcosa per la tappa di domani, sarà dura: la prima oltre i trenta kilometri.</p>
<p>Notte dura, <em>dos roncadores</em> (russatori)  decidono di demolire una parete del rifugio, non riesco assolutamente a chiudere occhio,  vedo tutte le ore e decido di alzarmi e andarmene: sono le 5 e sono qui a farmi lo zaino.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160012.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-131" title="p5160012" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160012-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160020.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-132" title="p5160020" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160020-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160041.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-133" title="p5160041" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160041-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>17 maggio   Los Arcos - Logroño</strong></h3>
<p>Come ieri, peggio di ieri, perché sono in strada all&#8217;alba solo che non ho dormito niente, dicono che anche questo è spirito del Cammino, sarà, ma si potrebbe farne a meno.</p>
<p>Le gambe ingranano molto lentamente su un sentiero molto migliorato rispetto ai giorni scorsi ma con dei saliscendi spezzagambe incredibili, sono con Toni il tedesco che incontro, perdo, reincontro e che ieri ha aperto e buttato gli scarponi, oggi cammina con le scarpe da tennis ma soffre a causa dei sassi.</p>
<p>Dopo aver attraversato un zona letteralmente deserta dove l&#8217;unico fabbricato è l&#8217;Ermita della Virgen del Poyo giungiamo a Viana, una cittadina bellissima famosa per l&#8217;uccisione di Cesare Borgia, tanto amato dal popolo che è seppellito  all&#8217;ingresso della chiesa in modo che ogni giorno tutti possano calpestarlo.</p>
<p>Trovo Felipe, Angel e Anna da Codroipo, mi fermo per una tapas e un vaso de viño tinto: è mezzogiorno ci sta, è anche il compleanno di Giacomo, virtualmente sto festeggiando con lui i suoi 20 anni e i primi 20 km di oggi.  Riparto, gli ultimi dieci kilometri passano in lampo, per fortuna perché la periferia di Logroño è veramente grande e triste. L&#8217;albergue è quasi pieno e sono al terzo piano, è la salita più dura della giornata. Dopo la normale amministrazione esco in cerca di un internet point, non lo trovo e non trovo neppure la plaza de toros, c&#8217;è su tutte le piantine ma trovo solo un condominio rotondo nuovo di palla. Torno verso il centro e mi fermo per un caffé, dopo giorni di porcheria ho scoperto che se ordino un &#8220;cortado&#8221; mi portano una cosa che gli assomiglia. Hay tapa tambien ma non mi lascio tentare tra un po&#8217; si va a cena.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160043.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-134" title="p5160043" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160043-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160070.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-138" title="p5170090" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5170090-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-137" title="p5160070" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5160070-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>18 maggio   Logroño - Najera</strong></h3>
<p>Esco presto, tappi o non tappi la musica é sempre la stessa.</p>
<p>La strada di ieri in ingresso è uguale a quella in uscita, sono le sei di mattina e c&#8217;è pieno di gente ancora in giro, persone normali, non animali notturni e tutti ti salutano, fa un effetto strano: penso ai giorni di Verona prima di partire e mi sembra proprio un altro mondo.</p>
<p>Passo dalla Granja: una grande zona paludosa, aironi, cicogne e altri volatili stanno salutando il nuovo giorno che sembra promettere bene, passo il paese di Navarrete dove riesco a fare uno spuntino, sono già passate tre ore, il tempo cambia e mi sa che&#8230;..</p>
<p>Subito dopo Ventosa (un nome, un programma) inizia a piovere pochino&#8230; poco&#8230; forte&#8230; diluvio! Dopo quasi tre ore di acqua alla periferia di Najera riesco a fermarmi per la prima volta al coperto, ho fatto 12 km sulla caretera nacional perche i campi erano impraticabili, sono fradicio, mi cambio quasi completamente, fa freddo e non accenna a smettere. L&#8217;arrivo all&#8217;albergue è traumatico, apre solo dopo 2 ore, aspetto sulla panchina fortuna che ha smesso di piovere.Mi consolo un po la sera, trovo una buona cena e alcuni famosi roncadores, ormai identificati ed additati al pubblico ludibrio sul cammino, li vedo proseguire verso il paese seguente, questo albergue ha ormai riempito tutti gli spazi, la gente dorme anche per terra.Alle 21.30 con l&#8217;albergue sta per chiudere ed entra un ragazzo francese della martinica, si presenta all&#8217;ospitalera con una rosa , la convince a farlo dormire in cucina, quando estrae la credenziale c&#8217;è un momento di incredulità: è lunga tre metri, avrà 200 timbri, si scatena un applauso dei presenti, l&#8217;ospitalera la fa il giro dell&#8217;ostello; è partito il 5 gennaio da Le Puy en Velé, è andato a finisterre e adesso torna a casa. Tosto anche per il fatto che è arrivato in maniche corte.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5170100.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-139" title="p5170100" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5170100-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180127.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-140" title="p5180127" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180127-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180136.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-141" title="p5180136" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5180136-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ciao a Tutti</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/05/19/da-estella-a-santo-domingo-de-la-calzada/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Pamplona a Estella - Lizzarra</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/05/15/da-pamplona-a-estella-lizzarra/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/05/15/da-pamplona-a-estella-lizzarra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 16:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=113</guid>
		<description><![CDATA[14 Maggio   Pamplona - Puente la Reina
Questa mattina piove e manca un po&#8217; la voglia di partire, tergiverso per Pamplona sperando che si apra il tempo, così dopo quasi 2 ore ho fatto solo 4 Km di strada, passo dal campus universitario di navarra e, ragazzi, noi ce lo sogniamo uno così. Supero Cirrus Minor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>14 Maggio   Pamplona - Puente la Reina</strong></h3>
<p>Questa mattina piove e manca un po&#8217; la voglia di partire, tergiverso per Pamplona sperando che si apra il tempo, così dopo quasi 2 ore ho fatto solo 4 Km di strada, passo dal campus universitario di navarra e, ragazzi, noi ce lo sogniamo uno così. Supero Cirrus Minor prendendo un caffè tremendo alla Tabierna del Tremendo, non poteva andare diversamente ma, se non altro, non piove.</p>
<p>Inizio la salita all&#8217;Alto del Perdon, uno dei posti più mitici del Cammino: sono quasi tre ore di qualcosa che è difficile raccontare, l&#8217;acqua dei giorni scorsi ha distrutto i sentieri e si scivola continuamente nel fango, giunti sulla sommità si gode un panorama splendido nonostante il tempo; alle spalle si scorgono per l&#8217;ultima volta i Pirenei e davanti ci si apre l&#8217;altopiano che poi si traformerà in meseta. Il monumento al Pellegrino, la fila infinita di torri dell&#8217;impianto eolico, il panorama, il vento ti invitano a fermarti, ma si deve continuare - nel fango naturalmente -. Sempre fango fin quasi ad Obanos dove prendo una deviazione verso la chiesa ottagonale dei templari di Eunate, 5 km di deviazione dal percorso in mezzo a vigneti e frumento, ma ne vale la pena. Questo era un antico luogo in cui i pellegrini malati trovavano rifugio, cure e, i più sfortunati, anche la sepoltura.</p>
<p>Arrivo a Puente la Reina verso metà pomeriggio, non ho fatto le corse, i luoghi meritavano delle vere soste, qui i vari percorsi che nel medioevo partivano dall&#8217; Europa si ricongiungevano, mi fermo per la notte nel refugio di fronte al monumento al Pellegrino che ipoteticamente segna questo luogo.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140051.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-114" title="p5140051" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140051-320x240.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140061.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-115" title="p5140061" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140061-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140066.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-116" title="p5140066" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140066-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p51400681.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-119" title="p51400681" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p51400681-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140075.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-117" title="p5140075" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140075-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140074.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-120" title="p5140074" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140074-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3><strong>15 Maggio   Puente la Reina - Estella</strong></h3>
<p>Oggi il tempo sembra migliorare e si spera in una tappa di allegerimento visto che non sembrano esserci dislivelli importanti, si va tranquilli per per circa un&#8217;ora e mezza salutando chi si incontra: c&#8217;è allegria nell&#8217;aria, si passa il paesino di Maneru, si scende un po&#8217; e poi&#8230; improvvisamente ci ritroviamo nella situazione peggire fin qui affrontata, 3 km di salita fino a Cirauqui (traduco letteralmente dal basco: <em>nido di vipere</em>) in mezzo ai vigneti e all&#8217;argilla a tratti rosso, a tratti grigia: quel tipo di fango dove appoggi il piede e non sai mai dopo quanto troverà un appoggio sicuro, mezzo metro avanti e trenta centimetri indietro e di lato con la suola che non si vuol staccare dal terreno e, quando si stacca, potresti pagare l&#8217;ICI sulle dimensioni della scarpa; gente che vola letteralmente con la faccia nel fango! Ed alla fine un paesino che tutto si merita ma non di certo quel nome.</p>
<p>Si riparte dopo una sosta tecnica per alleggerire il carico, ma, come ieri, la media oraria è veramente scarsina, fortuna che all&#8217;uscita dal paese si imboccano i resti di quella che fu una strada romana, che nonostante gli anni a tratti tiene ancora; si riesce senza traumi a passare Lorca e Villatuerta.  Sto quasi abbandonando il paese e devio per una via in fondo alla quale vedo il campanile della chiesa. È presto, mi fermo un attimo e mi ritrovo in mezzo ad una festa: hanno appena terminato la messa di Sant&#8217;Isidro (lavoratore patrono della contrada), la chiesa è già chiusa ma il parroco mi apre per farmela vedere. All&#8217;uscita vengo circondato da bocadillos e vasos de viño tinto tento la fuga ma non riesco. Gli ultimi 4 km fino ad Estella sono quasi in piano ma duri: <em>el viño tinto</em> si fa sentire, e anche i <em>bocadillos con salsa di cipolla</em>, a dire il vero.Arrivo in paese. L&#8217;albergue è la prima cosa che incontro entro e prendo un letto. Mi cambio ed esco per un giro di Estella, devo trovare un ufficio postale e un <em>locutorio</em>, donde con un <em>ordenador</em> connectarme a internet.<br />
<a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140051.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140061.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140066.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p51400681.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140075.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140074.jpg"></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140099.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-122" title="p5140099" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140099-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140100.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-121" title="p5140100" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140100-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140105.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-123" title="p5140105" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5140105-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150117.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-124" title="p5150117" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150117-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150132.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-125" title="p5150132" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150132-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150149.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-126" title="p5150149" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150149-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150178.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-128" title="p5150178" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150178-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150190.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-127" title="p5150190" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150190-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150202.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-129" title="p5150202" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5150202-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/05/15/da-pamplona-a-estella-lizzarra/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Da Saint Jean Pied de Port a Pamplona</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/05/13/da-saint-jean-pied-de-port-a-pamplona/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/05/13/da-saint-jean-pied-de-port-a-pamplona/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 May 2008 15:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/?p=99</guid>
		<description><![CDATA[Diario della partenza e dei primi giorni di cammino
Da Saint Jean Pied de Port a Pamplona
10 maggio
È ora, si parte!!
Santiago è lontana , ma dopo averlo sognato, desiderato sperato , studiato, aspettato oggi finalmente inizio il CAMMINO. Un saluto a Zeno, uno un po&#8217; più lungo a Giacomo dopo tutto è il suo Santo e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Diario della partenza e dei primi giorni di cammino</h2>
<h3 style="text-align: center;">Da Saint Jean Pied de Port a Pamplona</h3>
<h3 style="text-align: left;"><strong>10 maggio</strong></h3>
<p style="text-align: left;">È ora, si parte!!</p>
<p style="text-align: left;">Santiago è lontana , ma dopo averlo sognato, desiderato sperato , studiato, aspettato oggi finalmente inizio il CAMMINO. Un saluto a Zeno, uno un po&#8217; più lungo a Giacomo dopo tutto è il suo Santo e via prima che vengano i groppi in gola.</p>
<p style="text-align: left;">Mi accompagnano Robi e la Paola a Bergamo in piena notte , l&#8217;aereo parte all&#8217;alba per Londra. Un saluto un po&#8217; meno veloce a paola , e&#8217; la prima volta che ci separiamo per un periodo cosi&#8217; lungo in 22 anni. Ciao e resto solo con i miei pensieri, ed e&#8217; gia full immersion in quello che trovero&#8217; tra poche ore ai piedi dei pirenei, ragazzi che dormono in tutti i modi possibili ed immaginabili. Parto, volo in quasi orario ed arrivo a Londra, prima tappa di avvicinamento, c&#8217;è un sole incredibile mentre le qalpi non le ho proprio viste coperte dalle nuvole, l&#8217;impatto con la sterlina è devastante per pranzo un capucino, un tramezzino ed un biscotto uno spendo l&#8217;equivalente di 12 euro. Me ne vado! Ma prima un&#8217;altra gentilezza inglese , sono appena arrivato e nessuno mi ha guardato , per andarmene al checkin perquisizione completa di zaino zainetto mia e delle scarpe! Arrivo a Biarritz in perfetto orario , bus e arrivo in stazione a Baionne ,tento un giro nei dintorni per passare un oretta ma e&#8217; peggio di porta nuova di sera.pazienza mi armo di sudoku e aspetto. Arrivo a Saint Jean alle 19.30 .Timbro la mia credenziale e vado in albergo , mi aspettano. Metto lo zaino in camera e subito cena multietnica, fortuna che una ragazza olandese (è partita da Hengelo in olanda tirandosi dietroun carrettino con i bagagli, sono quasi 50 giorni che è in viaggio) parla bene l&#8217;italiano, la cena è buona un salto in internet per scrivere a casa e poi a nanna.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p51100281.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-100" title="p5100016" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5100016-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-102" title="p51100281" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p51100281-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110036.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-104" title="p5110036" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110036-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>11 maggio   Saint Jean PdP - Roncesvalles</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Sono le 6.00 c&#8217;è già movimento, mi vesto colazione brevi saluti e sono gia&#8217; in strada. Dopo 500 metri smette di piovere e allora si va in montagna. Montagna vera con pendenze del 20%,il concetto di tornante non e&#8217; ancora stato assimilato dai francesi e dopo quattro ore nella nebbia sono convinto che la salita sia finita, mi fermo nei pressi di una croce , toni un tedesco mi mostra la temperatura cisono 2 gradi, freschino sono arrivato fin quassu&#8217; in camicia. I pirenei non li ho visti eppure li sto calpestando. Nebbia  e nebbia.</p>
<p style="text-align: left;">Mangio e riparto, si alza un po&#8217; la nebbia e scopro di avere davanti un muro , ne avro&#8217; per mezz&#8217;ora un agonia poi spiana. Nel fango, due ore di bosco con fango a tratti anche di 30(trenta) centimetri, a piedi si fa fatica ma le biciclette le portano a mano, dandosi una mano prima ne portano una e poi tornano a prendere l&#8217;altra, micidiale. Alle 15 sono a Roncisvalle, sono solo, scopro di essere entrato dal retro comunque sono uno dei primi, timbro e vado a prendermi il letto. E&#8217; un camerone con 160 posti! Doccia bucato un caffe&#8217; e poi alla Messa dei Pellegrini, oggi e&#8217; anche Pentecoste c&#8217;e&#8217; piu&#8217; solennita&#8217;, il sacerdote ad inizio messa Saluta tutti i Pellegrini nella loro lingua, e&#8217; incredibile sentire che ci sono coreani canadesi argentini americani messicani brasiliani oltre a quasi tutti i paesi europei. Al termine ci chiama vicino all&#8217;altare e ci impartisce la Benedizione del Pellegrino, una formula che ha circa mille anni.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110063.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-103" title="p5110063" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110063-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110067.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-105" title="p5110067" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5110067-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5120089.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-106" title="p5120089" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5120089-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>12 maggio   Roncesvalles - Zubiri</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Sono ancora le 6.00, ed una gradevole musica ed una fastidiosa luce negli occhi ci dice che e&#8217; ora di ripartire , non ho quasi chiuso occhio il mio vicino questa notte ha deforestato l&#8217;amazzonia russando come una sega da legno.</p>
<p style="text-align: left;">La giornata si presenta bene, mi fermo nel primo paesino che incontro , mi faccio un ¿caffe&#8217;? e poi 5 ore di su e giù senza tregua trovando due paesi addormentati e nulla piu&#8217;. Arrivo a Zubiri, il primo rifugio e&#8217; pieno accetta prenotazioni vado nel secondo con toni il tedesco, siamo i primi e come ieri sbrigo subito le mi cose prima che arrivino i bisonti. Riposo un po, faccio un giro al ponte de la Rabia ed alle 7 cerchiamo da cenare. Optiamo per la trattoria da camionisti e non el restaurate par pelegrinos, si aggregano al nostro tavolo due ragazze: Vivi belga francofona che oggi ha fatto una tappa da 38 km e Regina tedesca si Francoforte. Cena esagerata, paella,cordero en chilindron e cohaliada birra e vino 12 euro, lo stesso che a Londra. La conversazione presenta lati tragicomici, Vivi non capisce il francese di Regina, Regina parla un tedesco diverso da Toni,toni parla un angloalemanno da paura, io mi limito a brevi frasi in anglospagnolo , faccio un figurone. Restiamo a tavola chiaccherando due ore poi al rifugio c&#8217;e&#8217; gia gente che dorme, mi infilo nel letto e dopo 5 minuti dormo, forse sono un po indietro di sonno.</p>
<p><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5120092.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-107" title="p5120092" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5120092-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130101.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-108" title="p5130101" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130101-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130103.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-109" title="p5130103" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130103-320x240.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>13 maggio   Zubiri - Pamplona</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Questa mattina alle 6.00 sono gia&#8217; fuori che mi sistemo lo zaino, hanno comiciato alle 5 e mezza con zip velcro e lucette varie, saluto Toni che apre un occhio e mi fa un cenno , forse ci ritroviamo a Pamplona questa sera, chissa&#8217;¿ . Parto e se ieri i paesi erano addormentati oggi sono solo un riferimento geografico.</p>
<p style="text-align: left;">Mi sbrigo la formalità dei primi venti chilometri in 4 ore circa ed al primo paese mi fermo per un caffe&#8217;.</p>
<p style="text-align: left;">Sono quasi le 10 e mezza e sul banco c&#8217;e&#8217; ogni ben di dio, opto per un boccadillo con frittata ed una birra (p.s.: la frittata e&#8217; la cosa piu&#8217; normale che qui si possa trovare) e devo dire che a stomaco quasi vuotoci voleva. Sono ormai in vista di Pamplona ed alle 11,30 sono gia&#8217; all&#8217;albergo, 26  posti in stile tirolese, poi scopro che i gestori sono tedeschi. Mi sistemo , solite cose doccia bucato scarpe diario e poi in giro per Pamplona, dopo 100 metri mi trovo in plaza de Toros, l&#8217;inizio dell&#8217;Encierro della festa de San Firmin ed Hemingway  sta&#8217; dappertutto. Girando trovo un internet poin e posto la mia prima pagina di viaggio.</p>
<p style="text-align: left;">ciao</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130112.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-110" title="p5130112" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130112-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130119.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-111" title="p5130119" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130119-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130126.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-112" title="p5130126" src="http://paololuk.altervista.org/wp-content/uploads/2008/05/p5130126-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/05/13/da-saint-jean-pied-de-port-a-pamplona/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Curiosità e Leggende</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/04/04/curiosita-e-leggende/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/04/04/curiosita-e-leggende/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 20:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Camino de Santiago/Curiosarte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/2008/04/04/curiosita-e-leggende/</guid>
		<description><![CDATA[
Molinaseca, con il santuario della Madonna delle Angosce all&#8217;ingresso, dalle cui porte i fedeli e i mietitori galiziani tagliavano una scheggia (abitudine prolungata dai pellegrini) all&#8217;andata, e, al ritorno, gettavano attraverso la grata le roncole con le quali avevano lavorato. Dopo aver attraversato il ponte, si entra in un lunga e blasonata via Real, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #008000;">Molinaseca</span></strong></em>, con il santuario della Madonna delle Angosce all&#8217;ingresso, dalle cui porte i fedeli e i mietitori galiziani tagliavano una scheggia (abitudine prolungata dai pellegrini) all&#8217;andata, e, al ritorno, gettavano attraverso la grata le roncole con le quali avevano lavorato. Dopo aver attraversato il ponte, si entra in un lunga e blasonata via Real, per la cui pulizia esiste una piccola presa che travasa l&#8217;acqua pulita del fiume Miruelos, in questa zona lastricata. Questo sistema medievale, che esistette anche a Puente la Reina della Navarra, continua ad essere utilizzato a Molinaseca il 15 agosto, l’ultima delle sue feste patronali. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Nicola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;"><em>Ponferrada</em> </span></strong>non ha più il ponte di granito rinforzato mediante barre di ferro fatto costruire dal vescovo Osmundo e dette il nome (Pons – ferrata) alla città. La bagna il fiume Sil (“il Miño porta la fama ed il Sil l&#8217;acqua”) e la protegge il maestoso castello templare. Questi, costruito nel 1178, è di un&#8217;armonica bellezza che sorprende in modo piacevole il visitatore e possiede una serie di caratteristiche che hanno attirato l&#8217;attenzione degli studiosi del Tempio e che cominciano per le sue dimensioni, smisurate per un piccolo villaggio, inoltre molto lontano dai fronti di guerra. In lui concorrono vari dei Segni di Riconoscimento che appaiono nei luoghi che hanno un importante deposito spirituale. Così, la tripla muraglia (ricordo del tre voti dei cavalieri), la Rosa degli iniziati sulla porta d’entrata, il Bafomet, e il Tau. Inoltre, le dodici torri dell’antica fortezza imitano la forma schematica dalle dodici costellazioni o simboli zodiacali: fatto del quale, a base di complicate operazioni astronomiche – cabalistiche, l&#8217;erudito Luis San Juan ottiene la seguente frase, scritta, secondo lui, sulla struttura dell&#8217;edificio come messaggio agli iniziati: “Nel tassello che c’è nella g della città cava, si esce all&#8217;entrata del grande segreto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #008000;">Carlo Magno,Roncesvalles e Roldan</span></em></strong>. Il 15 agosto dell&#8217;anno 778, la retroguardia dell&#8217;esercito carolingio – di ritorno da una spedizione a Saragozza e dopo aver smantellato le mura di Pamplona – viene attaccata e sconfitta dai vasconi nelle gole di Roncesvalles. Questo avvenimento (la prima sconfitta del grande Carlo Magno) commuove la nazione francese. Poi distorta, mitizzata e trasformata in epopea epica dalla Chançon di Roland, quella sconfitta è diventata la leggenda più popolare dell’Occidente. Qui la trova riassunta: Carlo Magno, che attende la sottomissione di Saragozza, riceve gli emissari del re della città, Marsil, con offerte di pace e, in risposta, inviò Ganelón, patrigno di Roldán. Questo si allea con Marsil e pianifica un tradimento contro Carlo Magno per vendicarsi del suo figliastro Roldán, al quale odia.<br />
Al ritorno da Canelón, viene deciso che la truppa cristiana ritorni in Francia. Carlo Magno consegna a Roldán lo stendardo che lo accredita come capo della retroguardia. Quando questa attraversa Roncesvalles, i mori attaccano di sorpresa e l&#8217;arcivescovo Turpín benedice il suo esercito: “Se morirete, sarete santi martiri e troverete posto in paradiso”.<br />
La battaglia è sfavorevole alle truppe francesi: alla fine, resistono solo l&#8217;arcivescovo Turpín, il valoroso Roldán e i prudenti Oliveros (o, in altre versioni, Gualter dell&#8217;Hum). Allora Roldán decide di suonare il suo olifante chiedendo aiuto. Troppo tardi, Carlo Magno, che è lontano, comprende il messaggio di quella chiamata. Il traditore Ganelón gli tranquillizza e tratta di dissuadergli di tornare. I mori uccidono Oliveros e Turpín. Roldán, sentendo molto vicina l’ora della morte, tenta di spezzare la sua spada Durandart (che possiede, tra le altre reliquie, un dente di San Pietro incassato sull&#8217;impugnatura) contro una roccia, ma è la roccia quella che si fende. Quando alla fine muore, con il capo rovesciato verso la Spagna, Dio trasporta la sua anima al cielo. Carlo Magno torna ed insegue l&#8217;esercito nemico fino ad annientarlo (Dio lo aiuta fermando il sole per allungare la durata della giornata). Poi, per vendetta, sconfigge in una singolare battaglia l&#8217;emiro di Babilonia, Baligan, dinanzi alle porte di Saragozza. Marsil, ferito, muore anch’esso. Saragozza si arrende e la moglie di Marsil, la regina Bramimonda, si trasferisce in Francia, dove viene battezzata con il nome di Giuliana.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #008000;">Villamayor de Monjardin</span> </strong></em>Quando Carlo Magno, nella sua avanzata verso il sud attraverso il Cammino di Santiago, arrivò in prossimità del monte Garzini (Monjardín), seppe che un capo navarrese – Furro o Furré – voleva intraprendere una battaglia contro di lui.<br />
Prima di entrare in combattimento, Carlo Magno chiese a Dio un segnale che annunciasse quali dei suoi soldati periranno in battaglia e, alla sua richiesta, il cielo rispose dipingendo di rosso una croce sulle armi di centocinquanta dei guerrieri francesi. Compassionevole com’era il francese, li appartò dalla lizza lasciandoli nascosti nel padiglione reale. Sconfitti e morti, naturalmente, Furro e i suoi tremila navarresi, la truppa carolingia ritornò nell&#8217;accampamento, trovando i cadaveri dei centocinquanta soldati. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #008000;">Santo Domingo de la Calzada</span></em></strong>, dove cantò la gallina asada (arrostita).<br />
Di fronte al sepolcro, il celebre pollaio che mostra in un balcone un gallo ed una gallina vivi, ricordo del famoso miracolo che Aymeric Picaud situa a Toulouse e che accade agli inizi del secolo XV, e lo storico Huidobro lo narra così: “Una famiglia tedesca di Santu, vicino a Wesel e Res, nell&#8217;arcivescovado di Colonia, decise, in virtù di una promessa, di andare in pellegrinaggio a Compostela, accompagnata da un figlio, un bel giovine. Essendo tappa del Cammino, e dinanzi alla fama dei miracoli del glorioso sepolcro, vi sostarono e visitarono la chiesa, pregando molto devotamente davanti al sepolcro. Stanchi del viaggio, trovarono una locanda, dove rimasero due giorni: la figlia dell’oste, ciecamente innamorata del giovane pellegrino, gli rivolse il suo amore, però lui lo respinse. Lei cambiò l&#8217;amore in vendetta, e prendendo una tazza d’argento la introdusse segretamente nella valigia del pellegrino, mentre questi dormiva”.<br />
Durante l’itinerario, la giustizia trova la tazza d’argento e il giovane viene condannato alla forca. I genitori arrivano fino a Compostela e pregano per loro figlio davanti a Santiago. Al loro ritorno, lo trovano ancora appeso ma vivo per l&#8217;intercessione dell&#8217;apostolo. Quando vanno a raccontare il miracolo al giudice, questi sul punto di mangiare due volatili (si presume che fosse un gallo e una gallina) dice: “Tuo figlio è vivo come questi volatili che vedi qui sul piatto”, l’istante in cui gli uccelli “saltarono dal piatto e cantarono”. <br />
 <br />
<strong><em><span style="color: #008000;">La pietosa leggenda di San Giullen e Santa Felicia </span></em></strong>Lasciando alle spalle Eunate, il cammino trascorre tangente alla località di Obanos, dove è imprescindibile evocare la leggenda di Guillén e Felicia. Felicia e suo fratello Guillén – successore del poderoso ducato di Aquitania – vivono agiati e in modo confortevole nei loro ricchi domini. Un giorno, lei decide di peregrinare a Compostela, seguendo un rito profondamente radicato nella sua famiglia dacché Guillermo X trascorre gli ultimi giorni della sua vita a Santiago, un 9 di aprile – Venerdì Santo – del 1137. Al suo ritorno, toccata dalla poderosa influenza dell&#8217;apostolo, congeda il suo seguito e rimane, servendo come domestica, giovane da lavoro, ad Amocáin. Suo fratello, appena lo seppe, parte alla sua ricerca e le chiese di ritornare al suo paese, dove le attendono un buon compromesso matrimoniale ed un&#8217;esistenza regale. Lei non vuole e lui, in un momento di collera, la sgozza. I cani le leccano il suo sangue. Pentito davanti al suo crimine, seppellisce sua sorella e in abito da pellegrino, percorre il Cammino di Santiago alla ricerca del perdono. Di ritorno, vede la cima di Arnotegui e decide di costruire un’eremita e rinchiudersi in essa, lavorando e pregando, fino alla sua morte. Felicia, seppellita ad Amocáin, sorge con la sua bara al campo come un germoglio. Poi, a cavallo in una mula bianca, viene esaudito il suo desiderio di essere sepolta a Labiano. Lì rimane il suo corpicino illibato curando i dolori di testa di paesani e forestieri. Questa leggenda prende corpo letterario nella sacra rappresentazione che, con il nome di Mistero di Obanos, si rappresenta nella citata località fin dal 1962 e che ritorna ad ogni anno Compostellano.<br />
 <br />
<strong><em><span style="color: #008000;">Viana e Cesare Borgia</span></em></strong>. Cesare Borgia, la cui biografia tanto interessò Nicola Macchiavelli, e la cui aureola avventuriera e libertina oltrepassò tutte le frontiere, unisce il suo nome a quello della Navarra dal 1491 quando, a 16 anni, venne nominato vescovo di Pamplona. Destinato ad essere Papa (o Cesare), trascorre la sua vita tra lo studio, i colpi di fortuna e la diplomazia vaticana. È principe. Guerriero. A 19 anni, cardinale. A 22, generale degli eserciti della Chiesa. A 24 anni (1499) si sposa, a Blois con Carlota d’Albret.<br />
Morto suo padre, il papa Alessandro VI (1503), i colpi di sfortuna lo portano a Roma e a Napoli, da Napoli alla torre della Mota, di prigione in prigione. Nel 1506 fugge in Navarra, in piena guerra civile. Nel 1507, suo cognato il re Giovanni d’Albret lo nomina vice sergente d’artiglieria della Navarra e capitano generale degli eserciti. Il 12 marzo dello stesso anno, in una sfortunata scaramuccia contro il conte di Lerín, Cesare Borgia muore nel campo de la Verdad, nelle vicinanze di Viana, dove sarà sepolto. Aveva 32 anni.   <br />
 <br />
<strong><em><span style="color: #008000;">Montes de Oca.</span></em></strong> Il nome di Oca mette in relazione questi monti con quel simbolo così utilizzato dai costruttori medievali, la zampa d’oca, e con lo stesso e mitico animale. Lo vedremo spesso lungo il Cammino in modi diversi. C&#8217;è chi assicura che il popolare gioco dell&#8217;Oca, con la sua sequenza di oche e ponti, e la sua forma di labirinto, è una ripetizione schematica del cammino verso Compostela e che, forse, furono gli scalpellatori i loro inventori e popolizzatori.  <br />
 <br />
<strong><em><span style="color: #008000;">Compostela.</span></em></strong> La cattedrale di Santiago contiene, sia nel tracciato che nella pianta, una serie di singolari caratteristiche all’interno del romanico di quella che è denominata arte dalle peregrinazioni: grandi chiese o basiliche, con volta a botte su archi sporgenti nella navata centrale e volte a crociera nei laterali; chiese alle quali s’incorpora, come elemento architettonico rivoluzionario, l&#8217;absidiola. Questa struttura è stata approntata per accogliere grandi moltitudini che deambulano all’interno della chiesa senza disturbare le funzioni liturgiche della navata centrale, e agevola la circolazione per la visita delle varie reliquie situate nelle diverse cappelle dell&#8217;absidiola. Assieme a queste caratteristiche, appare il triforio, con le sue gallerie sovrapposte alle navate laterali, che circonda tutta la cattedrale. Almeno cinque chiese si includono in questo complesso: San Martín di Tours, San Marcial di Limoges, San Sernin di Toulouse, Santa Fe di Conques, e la più perfetta di tutte, Santiago di Compostela.<br />
È così grande era l&#8217;affluenza di pellegrini che si dovette inventare – come lenitivo dell&#8217;odore delle pietose folle – l&#8217;incensiere. L&#8217;incensiere attuale (che sostituí nel 1851 quello portato via Napoleone, del 1544, e lavorato in argento) è, ora, solo elemento decorativo o attrazione turistica che si può vedere in funzionamento nelle grandi solennità e tutte le domeniche dell&#8217;Anno Santo. Misura 1,5 metri di altezza e pesa attorno ai 50 chili. Mediante una serie di corde e pulegge, sette uomini (i tiraboleiros) lo fanno oscillare a modo di pendolo da uno ad un altro braccio della navata minore (nel 1499 si staccò e uscì dalla porta delle Platerías, era presente la principessa Catalina di Aragona). Per fermarlo, uno dei tiboleiros saltò su di lui. Già esisteva nel secolo XIV; come esisterono altri turibuli magni nelle cattedrali di Zamora, Ourense e Tui.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #008000;">Le Cento Donzelle.</span></em></strong> Narra la leggenda che nei tempi del mitico re Mauregato, i conquistatori saraceni impongono ai cristiani l&#8217;obbligo di consegnare loro ogni anno un tributo di cento donzelle.<br />
<em>Si doveva in tutto questo di Almanzor dare<br />
cento donzelle belle da maritare,<br />
si doveva per Castiglia ciascuna cercare,<br />
si doveva adempiere, è ciò ci faceva rattristare.</em> <br />
Narra con grazioso anacronismo il Poema di Fernán González. Questo tributo si mantiene fino al regno di Ramiro I, colui che nega che venga soddisfatto, ciò scatena un&#8217;accanita guerra che sbocca la battaglia decisiva nelle campagne “clavijanas”. In quel momento con le truppe cristiane soccombendo, appare l&#8217;apostolo Santiago sul suo bianco destriere: brandisce un&#8217;accecante spada con la quale carica contro la moltitudine di mori e consegue decantare la sorte dal lato della Croce. Corre il giorno 23 del mese di maggio dell&#8217;anno 844 del Signore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #008000;">IL MONASTERO DI SANT’ANTONIO. IL MISTERIOSO ORDINE DEGLI ANTONIANI. </span></em></strong>I cittadini nordici e centroeuropei, attaccati in modo crudele ed endemico dal morbo del fuoco di Sant’Antonio, accorrono  nei pellegrinaggi moltitudinari verso Compostela. Lungo il tragitto, chiedono ai chierici antoniani che mitighino il male delle loro estremità incancrenite toccandole con la punta del loro bastone a forma di t greca. Questi distribuiscono anche, tra i pellegrini malati, alcuni a modo di piccoli scapolari chiamati Taus, così come il pane e il vino manipolato con certi rituali nei quali partecipa il bastone abbaziale (naturalmente, a tau (t greca)); anche se con meno frequenza, consegnano le campanelle benedette del santo con la croce di Sant’Antonio. E, così, poco a poco guariscono dalla malattia finché, arrivati a Santiago, guariscono del tutto. Però, alcuni anni dopo il ritorno nel loro paese d&#8217;origine, riappare (senza dubbi, come castigo di una nuova colpa) ed è necessario un nuovo pellegrinaggio che assicura un’altra infallibile guarigione.<br />
Grazie a ciò è fondato il potere taumaturgico dell&#8217;apostolo in Occidente e del misterioso ordine di Sant’Antonio. Secoli più tardi, scomparso l&#8217;ordine antoniano, la scienza medica scopre che il fuoco di Sant’Antonio è una malattia vascolare, oggi denominata ergotismo, e provocata dall’ingestione continuata di pane di segale infettato dal fungo dello sclerozio (Claviceps purpurea). Perciò, gli abitanti delle aree fredde dell&#8217;Europa, consumatori abituali di pane di segale, si ammalavano di vasocostrizione prodotta dal fungo. E, nel cambio di alimentazione, durante il loro cammino attraverso zone più meridionali, produttrici di grano e consumatrici di pane bianco, guarivano in modo progressivo.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://paololuk.altervista.org/2008/04/04/curiosita-e-leggende/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nello zaino cosa ci metto&#8230;?</title>
		<link>http://paololuk.altervista.org/2008/03/30/nello-zaino-cosa-ci-metto/</link>
		<comments>http://paololuk.altervista.org/2008/03/30/nello-zaino-cosa-ci-metto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 15:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Le mie Tappe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://paololuk.altervista.org/2008/03/30/nello-zaino-cosa-ci-metto/</guid>
		<description><![CDATA[Dopo lunghe considerazioni , tenendo conto della stagione,ascoltando i consigli di conoscenti e amici , sentite le raccomandazioni di mia moglie , visto il peso max. che si dovrebbe portare&#8230;.si è deciso che nello zaino ci và questa roba(vedi tabella).
In aereo inoltre dovete tener conto che dovrete aggiungere del peso per oggetti che non potete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lunghe considerazioni , tenendo conto della stagione,ascoltando i consigli di conoscenti e amici , sentite le raccomandazioni di mia moglie , visto il peso max. che si dovrebbe portare&#8230;.si è deciso che nello zaino ci và questa roba(vedi tabella).</p>
<address>In aereo inoltre dovete tener conto che dovrete aggiungere del peso per oggetti che non potete portare con il bagaglio a mano</address>
<address>Questa a parte il tono scherzoso è una lista abbastanza conforme a tutte q