16a Tappa: Carrión de los Condes - Sahagun.

Carrión - el albergue

Lunghezza:
39 km
Tempo:
9,5 ore
Difficoltà:
*****

Tappa solitaria. Dal monastero di S. Zolio, che si incontra dopo aver attraversato il rio Carrión, seguono 18 km di mesetas ventose e assolate e nessun centro abitato sino a Calzadilla de la Cueza. La tappa ha una lunghezza complessiva di 39 km. Il Cammino esce da Carrión sulla strada e continua per 500 metri fino ad una pista asfaltata, fiancheggiata da pioppi e da due torrenti. La pista si trova in buone condizioni e molto ben segnalizzata, passa per il convento di Benevívere ed è fiancheggiata da alberi e campi coltivati. Una lastra segnala che si tratta della Via Aquitania che va da Burdeos ad Astorga. Tutta la via Aquitana é molto ben segnalizzata e ha abbondante ombra fino ad arrivare a Calzadilla de la Cueza. Prima di arrivare l’unico punto di interesse sono le rovine dell'Abbazia di Benevívere vicino alla quale si trova il fiume del Molino. Presiede il paese una solitaria torre, faro dei pellegrini durante il Medioevo. In questa zona non abbondano i monumenti però sì le costruzioni tipiche come le colombaie, edificazioni di diverse forme da quadrate fino a ottagonali. Dopo essere usciti da Calzadilla, il Cammino attraversa la strada, ben segnalizzato con frecce gialle e pietre miliari. Il sentiero parallelo alla strada non le si allontana durante tutto il tragitto e passa al lato di Santa María de las Tiendas. Continuando si incontrano tutti i centri abitati della tappa e due aree di sosta. Questo pezzo é pianeggiante con appena discese e salite molto dolci, la maggior parte degli alberi son piuttosto piccoli per cui non offrono molta ombra. Seguendo le frecce gialle si raggiungono Ledigos, Terradillos de los Templarios, Moratinos, San Nicolas del Real Camino e infine a Sahagún. Questa storica città acquisì moltissima importanza grazie al Cammino di Santiago. Divenne un Borgo di particolare rilevanza, con fiere e mercati dove si vendevano numerosi prodotti, ugualmente l'arte romanica si sviluppò qui con gran forza. Si può ammirare in questa bella cittadina i resti di quello che fu uno dei monasteri più importanti del nord della penisola, proprietario di grandi estensioni di terreno e che arrivò a coniare una moneta. Fu inoltre un centro culturale di prestigio, dove ricevette l’educazione di personaggi così illustri come Fra Bernardino di Sahagún. Si distinguono anche le chiese romaniche di San Tirso e San Lorenzo, secoli XII e XIII; l'eremita della Vergine del Ponte; il monastero di San Facondo; San Juan (San Giovanni), la Trinità e la Peregrina. Emerge fra tutti questi templi, il monastero delle Benedettine di stile romanico di mattone, secolo XII. La sua facciata è di un'ineguagliabile estetica con dei capitelli romanici molto belli. Attualmente, questo monastero accoglie un museo dove si espongono importanti oggetti d’arte provenienti da diversi luoghi di dalla regione. Qui si trova il sarcofago con i resti mortali del re Alfonso VI e delle sue mogli. Questa tappa é difficile, non solo per la stanchezza fisica ma perché per il fatto di essere tanto pianeggiante permette di vedere i punti di arrivo da quando si comincia dando la sensazione che non si avvicinino mai.

Difficoltà e varianti del percorso

Da vedere

Alloggio

Dove mangiare a fine tappa